Un’altra ricetta per liberarsi del maiale e per partecipare all’iniziativa di Norma. Stavolta la ricetta è della mia maestra in cucina: mia madre che domenica sera ha preparato per tutta la famiglia questi ottimi stinchi di maiale. Io non li avevo mai assaggiati, ma mi hanno stupito con la loro carne tenera e magra per la loro morbidezza e leggerezza. Con questa ricetta faccio tanti auguri a mia madre visto che oggi è il suo compleanno!

Auguri mamma!

Stinchi di maiale al forno con patate

6 stinchi di maiale
1 bicchiere di vino bianco
sale
pepe
rosmarino
6 patate medie
olio evo

Mettere gli stinchi in una teglia abbastanza grande da poter contenere anche le patate. Salare e pepare e infornare a 200°C e lasciare cuocere fino a quando non inizierànno a rosolare. Girare e bagnare con il vino bianco e proseguire la cottura. Dopo 1 ora aggiungere le patate sbucciate e tagliate a tocchetti e condite con olio, sale e qualche rametto di rosmarino. Cuocere ancora un’ora e servire.

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Ancora zucca…

27 ottobre 2010

Ancora una ricetta che ha come protagonista l’ortaggio preferito dell’autunno: la zucca.  Ecco a voi una bella parmigiana di zucca e patate per la quale ho preso ispirazione dal Cavoletto.
Inutile dire che fredda è più buona e si riesce a gustare meglio, quindi se avete tempo preparatela con un certo anticipo per lasciarla stiepidire un pò, non fate come me che alle 9 di sera ho ancora il forno acceso ;)

Parmigiana di zucca e patate

500g di zucca
3 patate medie
1 mozzarella
150g di parmigiano grattugiato
2-3 foglie di salvia
1 spicchio di aglio
sale
olio evo
pepe

Tritare finemente la salvia e metterla in una ciotolina con abbondante olio, sale, una spolverata di pepe e lo spicchio d’aglio. Mescolare bene e mettere da parte.
Pulire la zucca eliminando la buccia e i semi, affettare sottilmente e sbollentare in acqua salata  per 5 minuti. Procedere allo stesso modo con le patate.  Mettere a scolare la mozzarella e tagliarla a fette sottili.
Con un pennello ungere il fondo di una teglia (di dimensioni 25cmx15cm circa) con la marinata di salvia preparata all’inizio. Procedere a strati alternando zucca, patate una spennellata di olio alla salvia, mozzarella e parmigiano, fino ad arrivare all’orlo della teglia. L’ultimo strato deve essere di mozzarella e parmigiano con un filo di olio alla salvia.
Infornare a 180°C per 30-40 minuti.

Pumpinks & Potatoes Soup

15 ottobre 2010

Nel nuovo ufficio ci sono grandi finestre e questo mi piace, c’è molta luce e questo mi ha fatto superare il trauma del trasloco. Di fronte a me, oltre lo schermo, si apre una grande vetrata che da sul cortile, e un grande albero e una fitta rete di rami e di foglie oltre le quali si intravede il cielo. Ora cominciano ad ingiallirsi le prime foglie e mi torna in mente il viaggio di nozze, le passeggiate a Central Park e le strade di alcuni stati che abbiamo attraversato che sembravano una tavolozza di colori, dal giallo oro al rosso acero. Mi tornano in mente le zucche sull’uscio di quelle casette di legno deliziose e i chioschi che vendevano per strada solo zucche per la festa di Halloween.
Adoro questo ortaggio, sebbene solo ultimamente io abbia iniziato ad usarlo per le mie ricette. Mi piace la sua forma, il suo colore, mi fa venire in mente un tempo perduto, di streghe e di folletti. Un ortaggio da fiaba insomma, non per niente la  carrozza di Cenerentola era proprio una zucca!
Da tempo la desideravo da piazzare sul tavolo del soggiorno e, detto fatto, un paio di settimane fa ne ho trovata una piccolina dal fruttivendolo e l’ho fatta mia! Fino a ieri regnava nel cuore della casa a ricordarci dell’arrivo dell’autunno, ma avendo ormai fatto il suo tempo è stata sacrificata per un paio di ricette. Ecco la prima ;)
….per la gioia di Alberto ;)

Con questa ricetta partecipo al contest Minestre e Zuppe di Lucia del Blog  Ti cucino così ;)

Zuppa di zucca e patate con speck croccante
Per 4 scodelle

600g di zucca
4 Patate medie
80g di speck (fette spesse)
1 cipolla grande
Brodo vegetale
60ml di latte
60ml di panna
erba cipollina
Olio evo
Sale

Sbucciare la zucca, eliminare i semi e tagliarla a tocchetti. Sbucciare le patate e tagliarle a tocchetti. Tritatare finemente. In una casseruole versare abbondante olio evo soffriggere la cipolla fino a quando diventerà trasparente. Aggiungere i tocchetti di zucca e le patate e dopo averle fatte soffriggere per un paio di minuti, coprire con il brodo vegetale.
Cuocere il tutto per circa 20 minuti aggiungendo brodo se necessario. A cottura ultimata passare il tutto al minipimer e aggiustare di sale. Riversare nella casseruola, aggiungere la panna e il latte e fare andare per altri 5 minuti o fino a quando non si raggiungerà la consistenza desiderata. Nel frattempo scaldare un padellino e abbrustolire alcuni pezzi di fette di speck.
Versare la zuppa nelle scodelle, spolverare con erba cipollina sminuzzata, adagiarvi sopra lo speck abbrustolito, aggiungere un filo d’olio e servire ;)

Tortino di patate e Alici

25 febbraio 2010

Ecco un piattino sfizioso da servire come gustosissimo antipasto. La ricetta si ispira ad un idea del Cavoletto in cui si usano alici fresche e si aggiunge una spolverata di parmigiano tra uno strato e l’altro. In questa versione non c’è il parmigiano e le alici sono quelle sott’olio. Attenzone a non aggiungere sale perchè le alici sono già abbastanza saporite. Mi piace presentarle ad ogni commensale servite in queste pirofiline monoporzione ;)

Tortino di patate e Alici
(dosi per 4 pirofile monoporzione)

4 papate di media grandezza
Alici sott’olio
Mozzarella
Olio Extra vergine d’oliva
Pepe

Sbucciare le patate e affettarle molto sottilmente (circa 1 mm). Strizzare e tritare finemente la mozzarella. In una piccola pirofila unta con un filo di olio alternare patate, alici tagliate a piccoli pezzi (non esagerare con la quantità altrimenti il tutto risulterà troppo salato) e mozzarella. terminare con unostrato di patate, aggiungere un pizzico di pepe e un filo di olio.Infornare a 180° per 40 minuti.

Leggeri si, ma con stile!

23 febbraio 2010

Come vi dicevo ieri, per un pò di tempo sono banditi dalla mia tavola piatti troppo saporiti, speziati o in genere elaborati così, visto che le zucchine lesse le avevo fatte fuori ieri e i finocchi oggi a pranzo, stasera toccava alle patate. Potevo optare per le solite patate lessate e condite con un pò di olio e sale oppure buttarmi su un purè. E quì mi è venuto il lampo di genio: io posseggo un sifone… quindi perchè non sperimentare una bella spuma di patate?
Si può servire con carni arrosto, carne o pesce alla griglia. La consistenza è quella di una spuma leggerissima, quasi evanescente sulla lingua. La ricetta originale prevede anche l’aggiunta di 50 g di burro, io l’ho eliminato per conferire maggiore leggerezza. Sicuramente il burro darebbe un tocco di sapore e consistenza in più!

Spuma di patate

600 g di patate bollite
300 ml di latte intero
100 ml di acqua di cottura delle patate
sale
noce moscata
Sifone ISI da 1l
2 capsule di aria compressa

Sbucciare le patate e bollirle in acqua salata. A cottura ultimata tenere da parte l’acqua e schiacciare le patate. Passarle in un setaccio fine. E’ un operazaione che richiede un pò di tempo ma è fondamentale per filtrare parti che potrebbero ostruire la valvola del sifone.
Riscaldare il latte con un pò di sale (il sale lo metto quì perchè sciolto è meglio… sempre per non ostruire la valvolina del sifone!) e aggiungerlo alle patate insieme ad un pò di acqua di cottura.
Aggiungere una spolverata di pizzico di noce moscata, mescolare bene e versare il composto ancora caldo nel sifone.
Servire immediatamente o tenere il sifone in caldo a bagnomaria (max 70°C).

Barcelona m’encanta. Anche d’inverno è una città bellissima e il suo popolo è così accogliente da non farci sentire il freddo di questi giorni.
La prima cosa che colpisce quando si arriva all’aeroporto (non ci avevo mai fatto caso, me l’ha fatto osservare Andrea) è la calma e il silenzio nonostante le centinaia di persone che lo invadono ogni giorno. A Fiumicino ci siamo lasciati dietro la confusione, il frastuono e il brusio. A El Prat abbiamo trovato un aeroporto silenzioso, rilassante, pulito, con spazi aperti e luminosi. Un paradiso.
L’albergo, a due passi dalla Rambla e da Plaza de Catalunya è un tre stelle ben curato e molto tranquillo, già ci sentiamo a casa. Andrea è felicissimo e questo per me è il regalo più bello.
Inizia il nostro giro… la città vecchia con le sue stradine piene di mistero e di intimità, pervase dalla melodia di una cantante di strada, le botteghe che si portano dentro un’atmosfera d’altri tempi. La boqueria (il mercato de Saint Joseph) con il suo ordine meticoloso, le forme, i colori e i cibi più strani. La crepe più buona mai assaggiata finora (con cioccolato bianco, cioccolato nero e cocco) ce la siamo gustata proprio lì, in mezzo al chiasso del mercato più colorato della città.
Abbiamo percorso la Rambla e siamo arrivati fino a Port Vell, abbiamo camminato sulla Rambla del Mar accompagnati dal rumore del vento e dei gabbiani. E poi il mare che fa di Barcellona una città così spensierata, così calorosa e amichevole.
La Sagrada Famiglia, questo gigante incompiuto che sembra il gioco di un bambino che innnalza al cielo torri di sabbia di mare. E poi Plaza de Espana con le sue fontane che danzano al suono della musica, anche quì, gioia, colori e spazi aperti. La citta ci accoglie e ci scalda con la sua magia.
Gaudì e le sue case, i colori e l’uso dello spazio e della luce, l’imitazione continua della perfezione della natura fanno dei suoi edifici dei gioielli dell’architettura moderna, pura poesia della materia e della tecnica. Ed ecco casa Milà, casa Batlò e Parc Guell che ci ha regalato una bella mattinata di sole.
A sorpresa scopriamo che la settimana intorno al 12 febbraio si festeggia Sant’Eulalia, detta la Laia. Eulàlia era una ragazzina che nel IV secolo si ribellò alle ingiustizie della persecuzioni dei cristiani da parte dell’Impero Romano. A 13 anni, senza mai rinnegare la sua fede cristiana, si recò da Sarrià, paese di nascita, a Barcellona per chiedere al console di cessare le persecuzioni.
Fu imprigionata e sottoposta dai romani a 13 torture, tante quanti i suoi anni. Tra le atrocità che le furono inflitte: fu chiusa in un barile pieno di chiodi e fatta rotolare in una strada (identificata dalla tradizione con l’attuale Baixada de Santa Eulalia “discesa di Sant’Eulalia”). Le furono tagliati i seni. Fu crocifissa nuda su una croce a forma di X. Si narra che dal cielo scesero dei fiocchi di neve a coprireil suo piccolo corpo nudo. Alla fine fu decapitata a Placa de l’Angel. Una colomba simbolo della sua anima volò dal suo petto alla fine del martirio.
La rivolta di Eulalia mise in moto delle petizioni popolari che spinsero il Console romano a sospendere le persecuzioni.
Da allora Sant Eulalia è diventata un riferimento per tutti i Barcellonesi, che la invocano in tutti i momenti, di gioia e di pericolo. Il suo corpo fu sepolto originariamente a Santa Maria de les Arenes (oggi Santa Maria del Mar); fu nascosto durante la conquista araba della Spagna nel 713 e ritrovato solo nel 878. Nel 1339, fu collocato in un sarcofago d’alabastro nella cripta della nuova Cattedrale di Sant’Eulalia dove il chiostro è difeso da 13 oche in memoria degli anni e dei martiri inflitti alla santa bambina.
Nel 1998 l’artigiano Xavier Jansana ha creato la Laia, un pupazzo gigante dedicato a tutti i bambini della città, che personifica Eulalia e il suo coraggio. In suo onore ogni anno si tiene la più grande festa d’inverno della città. Una festa dedicata ai piccoli che abbracciano lo spirito di solidarietà e i valori incarnati dalla Santa.
La Laia e i gegantes, dei grossi pupazzi vestiti in abiti tradizionali mossi da chicos e da chicas da Placa del Rey sfilano per le strade della città vecchia fino alla cattedrale in un gioioso corteo di bambini, di musica e di colori.

Stasera per sentirci ancora un pò in Spagna ho preparato una tortilla di patate. Nei prossimi post vi racconterò delle avventure gastronomiche del nostro soggiorno a Barcellona.

Tortilla di patate

2 patate
3 uova
1 cipolla
sale
olio extra vergine d’oliva
paprika

Sbucciare le patate e tagliarle a piccoli tocchetti e metterle in una padella con abbondante olio extra vergine d’oliva. Girare di tanto in tanto. Tritare finemente la cipolla e unirla alle patate quando saranno giunte a metà cottura. Ultimata la cottura delle patate toglierle dalla padella e asciugarle dell’olio in eccesso. Sbattere le uova con un pizzico di sale e una spolverata di papriKa. Unire le patate e cuocere in padella con un filo di olio.