Questo è l’augurio inciso sull’etichetta di una bottiglia di acquavite prodotta e imbottigliata da Giampaolo.

Come mi suggerivano alcuni di voi e per quanto ho potuto scoprire durante il mio piccolo soggiorno, la Sardegna è molto di più del bel mare, delle spiagge cristalline della costa Smeralda, delle ville dei personaggi famosi e dei locali più chic.

La Sardegna, quella vera, è fatta di poche cose semplici, essenziali ma di una qualità che sfiora l’eccellenza, frutto dell’amore dei Sardi per la loro terra e dell’impegno che mettono nel difenderla.
La nostra vacanza inizia quando un sabato sera lasciamo il continente… buffa espressione questa, ma così vera… all’arrivo troviamo una terra completamente diversa da quella che ci lasciamo alle spalle. Sul nostro orizzonte il promontorio di Tavolara, il profumo del mirto, del ginepro e del mare. Lu Fraili è una piccola frazione a pochi km da San Teodoro, dove ci aspettano Monica, Tommy e i mitici Giampaolo e Francesca, che ci hanno accolto come due di famiglia.

Piccola premessa, se andate in Sardegna con dei Sardi dimenticatevi la dieta. Per il pranzo del primo giorno Francesca ci ha preparato dei fantastici spaghetti con la bottarga, e  una fiamminga di carne in cui si sente forte l’odore del ginepro, morbidissima dal sapore intenso ma delicato, solo dopo averla assaporata e gustata Giampaolo ci rivela che era carne d’asino, vi assicuro che è fantastica.

E quì scatta la seconda premessa, dovete sapere che Giampaolo, il papà di Monica, è un integralista del cibo sano e genuino, lui mangia solo cose di provenienza da lui garantita e certificata ;) per questo conosce tutti i posti doc della zona del nuorese dove comperare e mangiare cose di qualità. La sua saggezza nella cultura del buon mangiare mi incantano, avrei ascoltato per ore i suoi racconti e le sue spiegazioni.
Il pranzo continua con delle chicche di formaggio di capra, ricotta fresca deliziosa, ricotta stagionata e pecorino.
Il mare è meraviglioso, non me ne vogliano i siciliani ma batte quello di San Vito, avrei nuotato per ore in quell’acqua cristallina dove stavo tranquilla perchè tutto davanti a me era limpido e trasparente.Abbiamo visto tante bellissime spiagge: lo Impostu, la Cinta, Cala Brandinchi, ma il top lo tocchiamo quando in una giornata di vento Monica propone di andare a Cala Girgolu una serie di piccole calette tra sabbia e scogli dove c’è una pietra che sembra una tartaruga. Arriviamo con la macchina fino a una strada dove c’è una sbarra, lì parcheggiamo e ci avventuariamo a piedi tra grandi ville che hanno una vista magnifica sul mare, anche l’accesso alle spiagge è sbarrato e ci dobbiamo avventurare fra gli scogli e i cespugli. Se decidete di andare evitate gli infradito ;)  Le calette che incotriamo sono deliziose, minuscole, ma purtroppo già occupate, continuiamo seguendo la “capretta”, come è stata ribattezzata Monica che si arrampica come uno stambecco tra le rocce.  Arriviamo finalmente in una caletta un pò più grande dove ci sono solo altre 4 persone. Il paesaggio è stupendo: una piscina naturale dal colore turchese circondata da scogli lisci di un colore roseo e l’isola di tavolara sullo sfondo. Cosa chiedere di meglio per il mio ultimo giorno di mare?L’ultimo giorno della vacanza è dedicato ad un’escursione nel Supramonte di Baunei. La strada è tanta, fatta di tornanti che si abbarbicano per le montagne, di maiali che attraversano la strada, di caprette, di asini che pascolano beatamente al nostro passaggio. Arriviamo a Baunei e li ci aspettano con delle Jeep che ci conducono fino al supramonte. Così, percorrendo strade sterrate che diventano sempre più sconnesse, arriviamo in un paesaggio quasi lunare, dove il tempo sembra essersi fermato. La terra arsa dal sole, le pietre aguzze fanno di quel posto una terra all’apparenza ostile alla vita ma incredibilmente rigogliosa di piante profumate, di ulivi secolari e ginepri. Una chiesetta bianca, di chiara influenza spagnola, si erge nell’infinito deserto di terra rossa in cui pascolano mucche e asini. Un enorme camino e tavoli e sedie di roccia usati dai pastori per trovare un pò di ristoro. Immagino la notte buia, illuminata solo dalle stelle e dalla luna, e il rumore del vento che accarezza i rami di ginepro.
La seconda tappa è un posto meraviglioso in cui possiamo ammirare da supramonte il mare sottostante. Davanti ai nostri occhi si apre un mare di un blu intenso che dirada nel verde della cala di Pedra Longa. Il sole, il vento, il mare, l’odore di una terra selvaggia ci regalano un senso di profonda libertà.
Arriviamo all’ovile che si staglia proprio sopra Cala Goloritzè dove mangeremo col pastore e con la sua famiglia. La vista è fantastica, all’orozzonte si apre un mare sconfinato. Tutto è fatto di pietra e di rami ed è quasi tutto come centinaia di anni fa. Nel grosso camino gira uno spiedo con dei grossi pezzi di maiale e capra. La tavola è apparecchiata con piatti e bicchieri di terracotta. Gustiamo prosciutto, salsiccette, olive e la fruhe, un formaggio fresco fatto di caglio di latte di capra, morbido, dal sapore acidulo e di una freschezza unica. Poi arrivano dei vassoi con dei colurgiones, morbidissimi e gustosissimi ravioli ripieni di patate e formaggio conditi con un sugo di carne di capra. Peccato non averne presi di più, non ne avevo mai mangiati di così buoni!!
Poi arriva il pezzo forte la carne di maiale e di capra che, mentre noi mangiavamo beatamente il resto, continuava a rosolare sullo spiedo. Che dire… una morbidezza e un sapore meravigliosi!
Concludiamo in bellezza prima con del formaggio di capra sapientemente tagliato da Giampaolo e poi con una gustosissima sevada, altro raviolo stavolta dolce, ripieno di formaggio, fritto nell’olio e condito con miele. Una bontà e un piccolo strappo alla regola per la mia dieta da dolce!
La Sardegna mi ha lasciato nel cuore ricordi bellissimi ed emozioni indimenticabili, i profumi, i sapori, la brezza del vento, i sorrisi delle persone incontrate, l’ospitalità e l’amore dei Sardi per la loro bellissima terra. Tornerò, magari a Novembre con Monica a cogliere le olive nell’uliveto di Giampi ;)

Il mio angolo d’estate

22 maggio 2010

Dopo un piccolo periodo di pausa, in cui ho riordinato le idee e smaltito un pò di nervosismo lavorativo rieccomi a quì tra i fornelli a prendermi un momento d’estate (ma quando arriva???) con una bella insalata di mare!

Insalata di mare

1 kg di polpo fresco
200 g di gamberetti freschi
1 sacchetto di cozze
sedano
carota
olive nere
prezzemolo
olio evo
aceto di vino bianco
sale
pepe
limone

Mettere il polpo nella pentola a pressione in acqua fino a coprirlo e aggiungere un bicchiere scarso di aceto. Chiudere e fare andare a fiamma alta fino al fischio. Abbassare la fiamma e cuocere per 20 minuti, dopodichè spegnere e aprire la valvola dello sfiato. Aprire solo quando la valvola di sicurezza consentirà l’apertura.
(Se non avete la pentola a pressione portare acqua e aceto ad ebollizione, immergere il polipo ed estrarlo per tre volte fino a quando i tentacoli saranno arricciati, dopodichè immergerlo completamente e farlo cuocere per 30-40 minuti)
Far raffreddare nel’acqua di cottura.
In un pentolino sbollentare i gamberetti per 5/7 minuti. Scolarli e sgusciarli e mettere da parte.
mettere le cozze in un tegame coperchiato e fare andare a fiamma vivace per circa 10/15 minuti. Sgusciare le cozze e mettere da parte.
Pulire il sedano e le carote e tagliarli a piccoli pezzi, versare in un’insalatiera insieme al prezzemolo tritato e alle olive denocciolate e sminuzzate. Aggiungere un pizzico di sale, una spolverata di pepe, la scorsa e il succo del limone, una spruzzata di aceto e abbondante olio evo. Aggiungere i gamberetti, le cozze e infine il polipo tagliato a pezzi. Mescolare, aggiustare di sale e gustare con una bella fetta di pane scrocchiarello ;)

Santa Severa cheap & chic

26 gennaio 2010

Un ristorantino sulla spiaggia, una veranda bianca e ariosa con le decorazioni azzurre che fanno tanto Grecia e mare.
Le tovaglie a quadri e le sedie azzurre, i piatti di ceramica decorata a mano.
Fuori un pò di sdraio per la siesta e per godersi la vista del mare.
Il castello da un lato sulla sinistra a rievocare pensieri di principesse, di galeoni e di tesori nascosti.
Un uomo cammina nell’acqua in cerca di ricci.

La giornata è stata splendida e la compagnia anche!
Dopo pranzo ci siamo fermati con Monica e Tommy a chiacchierare sugli scogli, a progettare nuovi viaggi e le vacanze di questa estate.
Mi rilasso sempre quando vedo il mare ;)

Il ristorantino in questione è L’Isola del Pescatore a Santa Severa. Sarebbe stato tutto perfetto se solo i prezzi non fossero stati così alti e se la frequentazione non fosse stata così vip. Di ritorno a casa sbirciando un pò in rete ho scoperto che questo posto è frequentato da Totti, da Ciampi, da Ranieri (l’allenatore)…
Quando si apre il menù colpiscono subito i prezzi dei primi e degli antipasti che si aggirano intorno ai 16-18€ per finire ai secondi a 25€. L’apparenza mi aveva ingannato…
Tra le cose assaggiate un sauté di cozze e vongole, spaghetti ai ricci di mare, un assaggio di spaghetti alle vongole (di Andrea), e la grigliata mista.

Buono si, ma si può fare di più, soprattutto a quei prezzi. Il servizio (di sabato con tanta gente) non è molto attento, gli scampi della grigliata erano crudi.
Mi aspettavo un posto più becero, più ignorante… vabbè forse esagero, ma un posto più semplice sì, uno di quei posti dove mangi bene e spendi il giusto e alla fine esci sazio e soddisfatto. Peccato che non sia stato questo il caso.
Promosso comunque per la bella giornata spensierata che ci ha regalato.