Muffin alle fragole

16 aprile 2010

“Quando preparo i muffins, mescolo separatamente gli ingredienti secchi e quelli liquidi poi amalgamo rapidamente il tutto senza mescolare troppo. Non preoccupatevi se ci sono dei piccoli grumi di farina nel copmposto, i muffins diventeranno comunque meravigliosamente spumoso e incredibilmente morbidi”
Leila Lindolm

L’altro giorno in libreria ho scoperto il libro di questa bellissima donna Danese che fa la cuoca e ha una grande passione per i prodotti da forno. Il libro che si intitola “Pane, dolci e biscotti” contiene ricette di cupcakes, crostate, torte, biscotti, panini dolci, muffins, pani e focacce, il tutto accompagnato da foto strepitose e da quell’atmosfera magica tipica del nordeuropa che adoro. Leggo che da piccola faceva parte di un club chiamto Muffins Mafia insieme a sua zia Elsa.
Dunque visto che in materia dovrebbe essere un’esperta, la prima ricetta che ho pensato di fare è proprio quella dei muffins!
Lei propone per ogni tipologia di dolce la ricetta base e poi alcune variazioni su tema. Io ho preso la base dei muffins e la mia variazione, visto che ne avevo una cassetta intera, è quella dei “Muffins alle fragole”.

Muffins alle fragole
(6 muffins grandi / 12 piccoli)

100 g di burro
200 ml di latte
scorza di limone grattuggiata
2 uova
150 g di zucchero
un pizzico di vanillina
240 g di farina
2 chcchiaini di lievito in polvere
1 pizzico di sale
5 fragole

Preriscaldare il forno a 180° per i muffins grandi e a 200° per quelli piccoli. Fondere il burro e aggiungere il latte e la scorza del imone grattuggiata.
A parte tagliare le fragole a pezzettini e spolverare con un pizzico di zucchero.
Sbattere le uova con lo zucchero e la vanillina fino ad ottenere un compostro chiaro e spumoso. Incorporare alle uova il burro con il latte. Unire la farina, il lievito e il sale e amalgamare delicatamente. Nello stampo da muffin inserire dei pirottini di carta e alternare strati di fragole e strati di composto fino a riempire i pirottini per 2/3. Cuocere nel forno a metà altezza per 20 minuti se grandi e per 12-15 minuti se piccoli.

PS: per il tovagliolino della foto ho preso spunto da Terry che ringrazio e che saluto!!!

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Su Carbonara e Amatriciana

29 gennaio 2010

Perché  gli americani si mettono a rovinare le nostre ricette???
Ho comprato un paio di libri di Donna Hay. Sembravo l’unica a non saperne niente di lei… quindi ho dovuto subito correre ai ripari (il Cavoletto ne parla sempre… e ora ci si è messa pure Giulia!!). Così ho preso gli unici due volumi che ho trovato alla libreria del centro commerciale: sono i volumi sempliciessenziali (così si chiamano) il primo si intitola “Pasta, riso + nodles”, il secondo “Manzo, agnello + maiale”. Eccoli:

In effetti le foto sono bellissime, ci sono delle spiegazioni molto interessanti sui segreti per la cottura della carne, i vari tipi di tagli, i vari tipi di pasta, di riso ecc. e soprattutto in italiano. Insomma sono molto contenta dell’acquisto se non fosse per il fatto che, di ritorno dalla pausa pranzo, ho dato una sfogliatina veloce e mi è balzata agli occhi una ricetta…
Ma io dico: se fai una pasta con il guanciale, l’uovo e il parmigiano (che è l’unica variante che posso concedere a chi non tollera il pecorino) perché mai la devi chiamare “carbonara” se poi ci aggiungi …la cipolla?!?!? …la panna?!?! …il prezzemolo?!?!
Ci sono due cose su cui non transigo: la carbonara e l’amatriciana. 

Carbonara

guanciale
olio extravergine d’oliva
uova
pecorino
pepe

Amatriciana

Guanciale
Olio extravergine di oliva
Peperoncino (a discrezione)
Pomodoro
Pecorino

E basta!!!!
Se ci dovete mettere altre cose non le chiamate così!!!
Con tutto il rispetto per Donna Hay che senza dubbio è una grande ;) …e non vedo l’ora di preparare qualcuna delle sue ricette!