Aspettando l’estate

21 gennaio 2010

Questo è un piatto estivo lo so, ma quando al supermercato vedo dei pomodori sodi, maturi e succulenti non riesco a resistere, così l’altro giorno li ho presi.
La preparazione è semplice, si possono fare il giorno prima e si mangiano anche freddi (anche per questo è un piatto adattissimo per l’estate e per le cene a buffet). Li ho preparati ieri sera e ho detto ad Andy che oggi poteva mangiarne un po’ a pranzo… tanto sapevo già che come al solito non si sarebbe tenuto e ne avrebbe mangiati almeno tre ;) Torno a casa, apro il forno …infatti!!!
Le patate si accompagnano bene a questo piatto e di solito non bastano mai, quindi se vi piacciono particolarmente siate generosi, ma attenzione a farle entrare nella teglia!
Io ho usato le patate di Leonessa, comprate durante un week end con degli amici, buonissime e saporitissime, specialmente fatte al forno.

Pomodori con il riso

8 pomodori da riso (quindi maturi e abbastanza grandi)
2 bicchieri colmi di riso
Olio
Prezzemolo
Aglio
sale
Pepe
3 patate grandi

Tagliare la calotta dai pomodori (serviranno come coperchietto). Svuotare i pomodori della polpa e del liquido e porre il tutto in una ciotola, schiacciare un pò e unire il riso, un pizzico di sale, 2 cucchiai di olio, una spolverata di pepe, il prezzemolo tritato e uno spicchio di aglio. Mescolare e lasciare a riposo per una mezz’oretta. Nel frattempo pelare le patate e mettere a bagno in acqua per 5 minuti. Dopodiché asciugarle bene e tagliarle a tocchetti. Passata la mezz’ora salare leggermente i pomodori e riempirli con il riso (solo per tre quarti, altrimenti in cottura il riso aumenterà di volume e i pomodori si spaccheranno) e ricoprirli con la calottina. Mettere pomodori ripieni e patate in una teglia ben oleata unire sale, poco pepe e ancora un po’ di olio.
Infornare a 180° per 1 ora.

Un omaggio all’estate che comincia a mancarmi… 

Estiva
di Vincenzo Cardarelli
Distesa estate,
stagione dei densi climi
dei grandi mattini
dell’albe senza rumore –
ci si risveglia come in un acquario
 – dei giorni identici, astrali,
stagione la meno dolente
d’oscuramenti e di crisi,
felicità degli spazi,
nessuna promessa terrena
può dare pace al mio cuore
quanto la certezza di sole
che dal tuo cielo trabocca,
stagione estrema, che cadi
prostrata in riposi enormi,
dai oro ai più vasti sogni,
stagione che porti la luce 
a distendere il tempo
di là dai confini del giorno,
e sembri mettere a volte
nell’ordine che procede
qualche cadenza dell’indugio eterno.

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