Pumpink rings

14 gennaio 2011

Lo so che vi aspettate la solita zuppetta sana che ripulisce dagli stravizi delle feste… Lo stavo meditando, ma ve lo risparmio, e visto che in questo periodo sono molto finger food addicted, oggi vi beccate quest’altro piattino sfizioso che ho preparato con una zucca gialla allungata regalatami da mia madre che a sua volta l’ha avuta da Enrica (grazie a entrambe ;)
Ebbene prendendo isiprazione da Finger food pillole, una trasmissione molto carina del Gambero Rosso, ho preparato queste chips di zucca, che poi sono diventati “rings” perchè man mano che andato avanti a tagliare è uscito fuori il buco :)
Ovviamente si può fare con qualsiasi zucca, questa quì però essendo allungata consente di aver delle rondelle perfette. La preparazione è semplicissima e il risultato assai sfizioso, provare per credere!

Anelli di zucca fritti

Zucca gialla allungata
farina
olio per friggere
sale
3 foglie di salvia

Eliminare la buccia dalla zucca (ed eventualmente anche i semi). Affettare finemente con una mandolina e disporre le fettine su carta assorbente (servirà ad avere un fritto più croccante). Passare le fettine nella farina ede leiminare quella in eccesso aiutandosi con un colino (da usare a mò di setaccio ;)
In un pentolino scaldare abbondante olio per friggere e quando sarà arrivato alla temperatura ottimale versarvi un pò per volta le fette di zucca infarinate e lasciare cuocere fino a che non diventino croccanti.
Scolare e adagiare su carta assorbente. Spolverare con un pizzico di sale e le foglie di salvia tritate molto finemente.
Da gustare con un buon bicchiere di bollicine ghiacciate!

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Venga a’ lidi tuoi
fè d’opre alte e leggiadre,
o isola del sole, o tu d’eroi
Sicilia antica madre.
Giosuè Carducci

A fine Giugno a Roma si festeggiano i santi patroni SS Pietro e Paolo, quindi non si lavora ;) Quest’anno la festa cade di martedì quindi, approfittando del ponte, abbiamo prenotato un bel week end lungo con destinazione Palermo e san Vito Lo Capo. Non mancheranno tappe a Erice a Trapani e posti che sto pian piano scoprendo su un numero monotematico di Bell’Italia dell’anno scorso. Non ho visto molto di questa terra, ma mi affascina tantissimo per la sua storia, per la sua cultura, per tutti quei popoli che vi hanno lasciato una profonda e meravigliosa traccia. E poi la cucina… quasi mi commuovo al pensiero di poter assaggiare finalmente tutte le bontà finora solo lette nei racconti di Montalbano. Quando andai per la prima volta in Sicilia, a Modica per la precisione, ospite di una compagna del liceo, ero ancora inesperta e inconsapevole di quale ricchezza offrisse questa magica terra, limitandomi solo agli arancini, brioche con gelato, granita, latte di mandorla e assaggiando per lo più la cucina della nonna della mia compagna… non dimenticherò mai quei bei tranci di pesce spada cucinati col sughetto, le olive e i capperi. In effetti non mi è andata male, lo sò, ma so anche che c’è molto altro!!!
Ora quindi, per non arrivare impreparata, mi sto documentando sugli aspetti gastronomici e, anzi, tutti i consigli sono ben accetti ;)
Una cosa che mi intriga molto sono le panelle: gustose frittelle fatte con la farina di ceci che si gustano per strada servite in mezzo al pane. Non avendo mai assaggiato l’originale non so se la mia versione si avvicina a quella ufficiale,  ma sono buonissime, si forma una sottilissima crosticina che racchiude un cuore un pò più morbido ma compatto e dal sapore delicato…. Mmmmh…. Adoro i ceci!!!!

PS: quelle della foto sono fatte in formine ridotte ricavate dagli avanzi della pasta… quelle grandi sono andate subito via ;)

Panelle palermitane

250 gg di farina di ceci
0,75  l di acqua
prezzemolo
sale
limone
olio extra vergine d’oliva

Versare l’aqua in un tegame abbastanza capiente e aggiungere la farina mescolando continuamente evitando la formazione di grumi. Mettere il tutto su fiamma bassa e continuare a mescolare fino ad ottenere un composto cremoso, una ventina di minuti dovrebbe bastare. Aggiugere prezzemolo tritato finemente, mescolare e stendere su di un piano (della grandezza della leccarda da forno) uno strato di composto dello spessore di circa 5 mm. Io ho usato la carta forno, ho versato uno strato, ho spianato con la spatola, ho messo un altro foglio di carta forno e ho dato una leggera passata di mattarello per uniformare lo spessore. Quando il composto si sarà rassodato si può procedere a formare le panelle con un coppapasta tondo oppure ritagliando dei rettangoli con un coltello.
Un’alternativa è quella di versare il composto in una forma cilindrica (una volta solidificato viene via facilmente perchè le superfici diventano scivolose) e poi tagliare delle fette con un coltello. I questo modo però i tempi si allungano poichè la massa da compattare è più grande, occorre quindi aspettare qualche ora o anche una notte.
Una volta ritagliate le panelle si può procedere alla frittura: in un tegame scaldare abbondante olio e friggere fino a quando le superfici risulteranno dorate. Scolare, mettere su un piatto con carta assorbente, cospargere di sale, un pò di pepe se gradito e una spruzzatina di limone se gradito. Si servono calde in mezzo al pane. Possono servirsi anche come gustosissimo aperitivo, magari in formine più piccole ;)

Gli arancini

21 marzo 2010

Una cena con gli amici… prendiamo le pizze… sì, ma allora io che cucino????
Qualcosa dovevo fare e allora ho deciso di fare gli arancini!
Arrivano le prime ordinazioni: una margherita e una napoli, olive ascolane e un fiore di zucca, poi pensate… Marcello vorrebbe un arancino, ma sa che le pizzerie non sempre ce l’hanno quindi dirotta per un supplì! E invece  a sorpresa ha avuto il suo arancino, ma fatto da me ;) e con mia grande soddisfazione ha fatto il bis!
La ricetta è una mia versione, il sugo l’ho fatto senza carne, il formaggio dovrebbe essere caciocavallo ragusano (Dal libro Nivuro di siccia… le ricette di Montalbano ;). Ma sono buoni e sono rimasti ben sodi e compatti. Inutile dire che freddi sono pù buoni… ma chissà perchè ;)

(I miei) Arancini

3 hg di riso
1 cipolla
burro
olio evo
zafferano
1l di brodo vegetale
150g di piselli
passata di pomodoro
sale
provola piccante
2 uova
farina
pan grattato
olio di semi

In una padella mettere un pò di burro e un pò di olio evo e far appassire 1/2 cipolla sminuzzata, versare il riso e tostare per un paio di minuti poi versare di tanto in tanto il brodo vegetale. A metà cottura sciogliere lo zafferano in un pò di brodo e unire al riso. Portare a cottura mescolando di tanto in tanto. Dopodichè lasciare raffreddare.
A parte preparare un sughetto con 1/2 cipolla, un filo d’olio, i piselli, la passata di pomodoro e un pizzico di sale.
Sbattere un uovo, unire un pizzico di sale e unirlo al riso insieme a un pò di provola piccante grattuggiata.
Prendere un pò di riso, dargli una concava e versare un pò di sugo con piselli e un paio di cubetti di provola piccante. Chiudere con un altro pò di riso a formare una sfera (sarebbe stato meglio un cono).
Passare nella farina, poi nell’uovo sbattuto e poi nel pangrattato. Friggere in abbondante olio. Io ho fatto un pò di olio di semi e un pò di olio extra vergina d’oliva. Quando saranno dorati scolarli e metterli su un foglio di carta assorbente.