Finalmente frutta estiva, fresca, dissetante… non ne potevo più delle solite mele avvizzite, farinose o gommose all’occorrenza!! …e non ditemi che di frutta invernale ce n’è tanta buona, non è mica facile trovare la frutta giusta ultimamente per me …La pera è troppo zuccherina, la banana idem (e poi mi gonfia), l’arancio no perchè ha troppa vitamina C… e che cavolo!!! Una dieta facile no, eh????
Comunque, finalmente libera da quelle odiose mele, ieri ho fatto incetta di pesche noci, belle durette come piacciono a me, sode, gustosissime e coltivate proprio da queste parti ;)
Prima le ciliegie, ora le pesche, mi sto rinfrancando il palato con questi deliziosi frutti!
Durante la preparazione del Clafoutis di Ciliegie, per il quale come vi dicevo in realtà non avevo tante di quelle gustose gemme rosse, ho provato a fare anche due pirofiline con le pesche noci… Risultato sorprendente, perfino più buono dell’originale!!!!

Clafoutis di pesche noci
Per 6 pirofiline di dimensioni 13cmx9cm oppure per una pirofila dai bordi bassi della capacità di 1 litro

2 pesche noci (3 se piccole)
90 g di farina
200 ml di latte
1 pizzico di sale
3 uova
100g di zucchero
2 cucchiai di brandy

Preriscaldare il forno a 180°. Lavare le pesche e asciugarle. Imburrare le prirofiline e cospargerle di zucchero. In una ciotola sbattere  le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso, unire la farina setacciata incorporandola bene  al composto con un cucchiaio di legno. Aggiungere poco alla volta il latte e il Brandy e mescolare delicatamente. Tagliare a spicchi le pesche senza sbucciarle e distribuirli uniformemente sul fondo delle pirofile, e versare sopra il composto pecedentemente ottenuto: infornate per 30 minuti, finchè il clafoutis diventerà soffice dorato.
Servire tiepido.

Questo è l’augurio inciso sull’etichetta di una bottiglia di acquavite prodotta e imbottigliata da Giampaolo.

Come mi suggerivano alcuni di voi e per quanto ho potuto scoprire durante il mio piccolo soggiorno, la Sardegna è molto di più del bel mare, delle spiagge cristalline della costa Smeralda, delle ville dei personaggi famosi e dei locali più chic.

La Sardegna, quella vera, è fatta di poche cose semplici, essenziali ma di una qualità che sfiora l’eccellenza, frutto dell’amore dei Sardi per la loro terra e dell’impegno che mettono nel difenderla.
La nostra vacanza inizia quando un sabato sera lasciamo il continente… buffa espressione questa, ma così vera… all’arrivo troviamo una terra completamente diversa da quella che ci lasciamo alle spalle. Sul nostro orizzonte il promontorio di Tavolara, il profumo del mirto, del ginepro e del mare. Lu Fraili è una piccola frazione a pochi km da San Teodoro, dove ci aspettano Monica, Tommy e i mitici Giampaolo e Francesca, che ci hanno accolto come due di famiglia.

Piccola premessa, se andate in Sardegna con dei Sardi dimenticatevi la dieta. Per il pranzo del primo giorno Francesca ci ha preparato dei fantastici spaghetti con la bottarga, e  una fiamminga di carne in cui si sente forte l’odore del ginepro, morbidissima dal sapore intenso ma delicato, solo dopo averla assaporata e gustata Giampaolo ci rivela che era carne d’asino, vi assicuro che è fantastica.

E quì scatta la seconda premessa, dovete sapere che Giampaolo, il papà di Monica, è un integralista del cibo sano e genuino, lui mangia solo cose di provenienza da lui garantita e certificata ;) per questo conosce tutti i posti doc della zona del nuorese dove comperare e mangiare cose di qualità. La sua saggezza nella cultura del buon mangiare mi incantano, avrei ascoltato per ore i suoi racconti e le sue spiegazioni.
Il pranzo continua con delle chicche di formaggio di capra, ricotta fresca deliziosa, ricotta stagionata e pecorino.
Il mare è meraviglioso, non me ne vogliano i siciliani ma batte quello di San Vito, avrei nuotato per ore in quell’acqua cristallina dove stavo tranquilla perchè tutto davanti a me era limpido e trasparente.Abbiamo visto tante bellissime spiagge: lo Impostu, la Cinta, Cala Brandinchi, ma il top lo tocchiamo quando in una giornata di vento Monica propone di andare a Cala Girgolu una serie di piccole calette tra sabbia e scogli dove c’è una pietra che sembra una tartaruga. Arriviamo con la macchina fino a una strada dove c’è una sbarra, lì parcheggiamo e ci avventuariamo a piedi tra grandi ville che hanno una vista magnifica sul mare, anche l’accesso alle spiagge è sbarrato e ci dobbiamo avventurare fra gli scogli e i cespugli. Se decidete di andare evitate gli infradito ;)  Le calette che incotriamo sono deliziose, minuscole, ma purtroppo già occupate, continuiamo seguendo la “capretta”, come è stata ribattezzata Monica che si arrampica come uno stambecco tra le rocce.  Arriviamo finalmente in una caletta un pò più grande dove ci sono solo altre 4 persone. Il paesaggio è stupendo: una piscina naturale dal colore turchese circondata da scogli lisci di un colore roseo e l’isola di tavolara sullo sfondo. Cosa chiedere di meglio per il mio ultimo giorno di mare?L’ultimo giorno della vacanza è dedicato ad un’escursione nel Supramonte di Baunei. La strada è tanta, fatta di tornanti che si abbarbicano per le montagne, di maiali che attraversano la strada, di caprette, di asini che pascolano beatamente al nostro passaggio. Arriviamo a Baunei e li ci aspettano con delle Jeep che ci conducono fino al supramonte. Così, percorrendo strade sterrate che diventano sempre più sconnesse, arriviamo in un paesaggio quasi lunare, dove il tempo sembra essersi fermato. La terra arsa dal sole, le pietre aguzze fanno di quel posto una terra all’apparenza ostile alla vita ma incredibilmente rigogliosa di piante profumate, di ulivi secolari e ginepri. Una chiesetta bianca, di chiara influenza spagnola, si erge nell’infinito deserto di terra rossa in cui pascolano mucche e asini. Un enorme camino e tavoli e sedie di roccia usati dai pastori per trovare un pò di ristoro. Immagino la notte buia, illuminata solo dalle stelle e dalla luna, e il rumore del vento che accarezza i rami di ginepro.
La seconda tappa è un posto meraviglioso in cui possiamo ammirare da supramonte il mare sottostante. Davanti ai nostri occhi si apre un mare di un blu intenso che dirada nel verde della cala di Pedra Longa. Il sole, il vento, il mare, l’odore di una terra selvaggia ci regalano un senso di profonda libertà.
Arriviamo all’ovile che si staglia proprio sopra Cala Goloritzè dove mangeremo col pastore e con la sua famiglia. La vista è fantastica, all’orozzonte si apre un mare sconfinato. Tutto è fatto di pietra e di rami ed è quasi tutto come centinaia di anni fa. Nel grosso camino gira uno spiedo con dei grossi pezzi di maiale e capra. La tavola è apparecchiata con piatti e bicchieri di terracotta. Gustiamo prosciutto, salsiccette, olive e la fruhe, un formaggio fresco fatto di caglio di latte di capra, morbido, dal sapore acidulo e di una freschezza unica. Poi arrivano dei vassoi con dei colurgiones, morbidissimi e gustosissimi ravioli ripieni di patate e formaggio conditi con un sugo di carne di capra. Peccato non averne presi di più, non ne avevo mai mangiati di così buoni!!
Poi arriva il pezzo forte la carne di maiale e di capra che, mentre noi mangiavamo beatamente il resto, continuava a rosolare sullo spiedo. Che dire… una morbidezza e un sapore meravigliosi!
Concludiamo in bellezza prima con del formaggio di capra sapientemente tagliato da Giampaolo e poi con una gustosissima sevada, altro raviolo stavolta dolce, ripieno di formaggio, fritto nell’olio e condito con miele. Una bontà e un piccolo strappo alla regola per la mia dieta da dolce!
La Sardegna mi ha lasciato nel cuore ricordi bellissimi ed emozioni indimenticabili, i profumi, i sapori, la brezza del vento, i sorrisi delle persone incontrate, l’ospitalità e l’amore dei Sardi per la loro bellissima terra. Tornerò, magari a Novembre con Monica a cogliere le olive nell’uliveto di Giampi ;)

Belli freschi!

20 luglio 2010

Ecco il piatto ideale in una calda giornata d’estate, e vi assicuro che piatto più fresco non ce n’è. Ovviamente questa è la panzanella come la facciamo quì a Roma, con le fette intere di pane raffermo bagnato con abbondante acqua fresca e una pioggia di pomodori, sedano e cipollotto fresco. Una delizia… il primo morso rinfresca il palato e pian piano il sapore dell’estate risveglia i nostri sensi!!!
Neanche a dirlo questa delizia è stata inserita nel menù buffet dell’altra sera!

La Panzanella

6 fette di pane raffermo
2 pomodori cuore di bue grandi
1 cuore di sedano
2 cipollotti freschi
olio evo
sale

Bagnare le fette di pane con abbondante acqua fresca e disporle in un vassoio aggiungendo un filo di olio evo e un pizzico di sale. In una ciotola versare i pomodori tagliati a tocchetti, i cuori di sedano tagliati a fette trasversali e i cipollotti affettati finemente. Aggiungere un pizzico di sale e abbondante olio. Mescolare bene e disporre sulle fette di pane bagnato. Da gustare subito o anche dopo qualche ora, rigorosamente con le mani ;)

Pasta con i friggitelli

20 giugno 2010

I friggitelli, verdi, rossi, sodi, con questa forma allungata simile al peperoncino. Chi l’ha detto che si debbano fare sempre fritti? Eccoli quì, in un primo piatto alternativo, estivo ed incredibilmente gustoso. Arricchito da una spolverata di pangrattato tostato e aggiunto solo alla fine.

Pasta con i friggitelli
(Per 2)

200 g di mezze maniche
350 g di friggitelli
10 pomodorini ciliegia
1 spicchio d’aglio
peperoncino
2 cucchiai di pangrattato
prezzemolo
olio evo
sale

Lavare bene i friggitelli, tagliare l’estremità ed eliminare i semi. Mettere a scolare e poi tagliare in 2-3 parti.
In una padella scaldare un pò di olio evo (circa 4 cucchiai) con lo spicchio d’aglio e un pizzico di peperoncino. Quando l’olio sarà ben caldo aggiungere i friggitelli a pezzetti (io ho unito anche le estremità con il picciolo, sono carini per la decorazione ;)
Fare andare a fiamma vivace e saltare di tanto in tanto. Lavare i pomodorini e tagliarli in due. Dopo circa 10 minuti di cottura dei friggitelli aggiungere i pomodorini e abbassare leggermente la fiamma. Lasciare andare per altri 5 minuti, poi spegnere la fiamma e schiacciare i pomodorini per fare uscire un pò di sughetto. In un padellino a parte scaldare un filo di olio evo e aggiungere il pangrattato fino a tostarlo (basteranno un paio di minuti). Nel frattempo cuocere le mezze maniche. Mettere da parte una tazza dell’acqua di cottura della pasta. Servirà per legare tutto alla fine. Cotta la pasta scolarla, riaccenedere la fiamma della padella coi friggitelli. Versare la pasta in padella e  aggiungere un pò dell’acqua di cottura. Fare andare altri 2 minuti saltando di tanto in tanto. Fare asciugare un pò l’acqua di cottura ma non troppo, deve formarsi una leggera salsina che legherà i sapori. Spegnere la fiamma aggiugere il pangrattato. Amalgamare bene, spolverare di prezzemolo tritato e servire. Ottimo con un buon bicchiere di vino bianco!

Eh si, è arrivato il tempo dei piatti estivi… ed era ora!!! Questo quì nasce da un’idea di mio marito che è ghiotto di bresaola e mi ricorda che, quella comperata un paio di giorni fa, deve essere consumata “ASSOLUTAMENTE”… Non sia mai che si butti la bresaola ;) Ecco come te la cucino: un pò di rucola, qualche scaglietta di parmigiano, olio e limone, unisco il tutto alla pasta e il gioco è fatto! Un piatto fresco e leggero che si prepara in 5 minuti senza accendere troppi fornelli! Ecco le dosi esatte ;)

Penne con bresaola, rughetta e parmigiano
Per due

100 g di rughetta (rucola)
100 g di bresaola
200 g di penne
parmigiano grattuggiato a scagliette
1 limone
olio evo
sale

Mentre cuoce la pasta, passare al mixer la bresaola. Mettere in una ciotola e unire il succo del limone, la rughetta leggermente tagliata, sale e olio. Mescolare vigorosamente per unire i sapori. Aggiustare di sale, olio e limone secondo i vostri gusti ;)
Una volta cotta, scolare la pasta e passarla sotto l’acqua fredda fino a mantenerla ancora un pò tiepida. Versare la pasta nella ciotola con gli altri ingredienti, mescolare e servire!

A casa mia l’arrivo dell’estate è concide con il giorno in cui mia madre fa l’insalata di riso e, visto che domenica scorsa ne ha preparato una grossa insalatiera, se gia non ve ne eravate accorti dalla temperatura, ve lo posso annunciare ufficialmente: è arrivata l’estate!!!
Questa è la ricetta dell’Insalata di riso, a mio avviso la migliore del mondo, come la fa lei, piena, ricca, sostanziosa ma allo stesso tempo equilibrata, così gustosa che un piatto non basta mai… e a volte neanche due ;)
Adoro mangiarla l’estate, è un piatto unico che sazia senza appesantire troppo (anche se in me crea dipendenza ;) ne faccio delle grandi insalatiere e me la gusto in ogni dove, a casa, al mare e a lavoro!
Dice il saggio (che è sempre mia madre ;) “Quello che ci metti ci ritrovi” quindi siate generosi con le dosi dei vari ingredienti!! Ovviamente la maionese è bandita ;)

Insalata di riso

500 g di riso
6 wurstel
3 uova
5 carciofini sott’olio
200 g di giardiniera
10 olive nere al forno
240 g di piselli novelli surgelati
150 g di tonno sott’olio
sale
olio evo
aceto

Lessare i piselli insieme al riso. Una volta cotti scolare e passare sotto l’acqua fredda.
Lessare le uova per circa 7 minuti. (Per verificare che l’uovo sia sodo posizionarlo su di un piano e farlo roteare leggermente. Se l’uovo ruota intorno al suo asse senza sbandare è sodo ;) Quando saranno sode scolare e dopo averle raffreddate con un pò di acqua corrente fredda togliere il guscio.
In una ciotola unire la giardiniera sminuzzata a tocchetti, i carciofini tagliati a fettine, le uova tagliate a fettine, i wurstel tagliati a rondelle, le olive denocciolate e leggermente sminuzzate, il tonno scolato, un filo di olio e una spruzzata di aceto. Unire il riso con i piselli, mescolare visgorosamente e servire!