Oggi voglio parlarvi di un posto davvero speciale, si tratta di un ristorantino nel cuore di Tivoli che ho conosciuto poco più di un anno fa, quando ancora si chiamava La Ronda.
La strada è sempre la stessa (via Domenico Giuliani) ma il locale, rinnovato e arredato con gusto e semplicità, si è spostato un pò più giù e ora si chiama Avec55-Laboratorio di cucina ed è ormai una tappa fisse per le cenette fuori che io e mio marito ci concediamo ogni tanto.

Varcando l’enorme portone rosso che spicca in questo delizioso vicoletto della città, troverete ad accogliervi lo chef Roul Reperi. A vista sugli scaffali e in una vetrinetta spiccano i prodotti che usa per la preparazione dei suoi piatti: la pasta Latini, l’olio extra vergine d’oliva Silvi Sabina, i vini e le birre artigianali e poi in bella vista gli attrezzi del mestiere, ciotoline, shaker, il saldatore per caramellare… insomma, un vero e proprio laboratorio come suggerisce il nome stesso!!!

Torniamo allo chef, la sua cucina essenziale predilige cotture brevi con un uso sapiente di elementi che esaltano i sapori di ogni ingrediente del piatto. Il menù fatto di pochi elementi, ma ben selezionati, varia in base alla stagione e molto spesso, quando c’è qualcosa di interessante sul mercato, ci sono dei fuori menù in cui lo chef sperimenta la sua creatività in ciò che magari potrebbe essere un nuovo piatto da inserire nel menù. Una cucina innovativa che rispetta i sapori e le consistenze delle materie prime.
La gestione è tutta a conduzione familiare, in sala la mamma di Roul, una signora dai modi molto garbati, con simpatia e discrezione ci racconta i piatti del menù e ci consiglia i vini da abbinare ai piatti. Al centro della sala c’è un bancone al quale è possibile sedere per un pranzo/cenza informale. Questa zona viene utilizzata dallo chef per ultimare la preparazione dei piatti. E’ quindi possibile ammirare con quale maestria gli ingredienti vengano assemblati per creare il capolavoro finale. Io rimango incantata ogni volta e ogni volta cerco di carpire qualche segreto ;)
Tra i vari piatti, il mio preferito rimane la fregola con l’astice, ma ultimamente mi sono ripromessa di provare tutte le altre bontà.

Durante la nostra ultima visita abbiamo assaggiato:

  • Insalatina di fogliette di polipo con finocchi (Io)
  • Arrostino d’agnello al limone candito con sfogliette di pane (Andrea)
  • Risotto mantecato con bufala con gamberone crudo al mojito (Io)
  • Ravioli piccanti in farcia di melanzane, caprino e punta di liquirizia(Andrea)
  • Tris di peccati di gola (budino al cioccolato, pannacotta con coulisse di cachi, variazione di consistenze) (Io e Andrea)

Come aperitivo di benvenuto in genere vengono serviti dei bicchierini con una creme brulè di peperone. Una delizia che voglio provare a rifare al più presto. Un paio di volte la creme brulè era alle olive taggiasche ed era incredibile come si sentisse chiaramente il sapore dell’oliva. Tornando ai piatti del nostro menù… Io mi limiterò a commentare le mie portate, se Andrea “TOT” vuole dare il suo contributo, può intervenire ;)
L’insalatina di polipo che è un piatto che prendo molto spesso, questa volta mi è piaciuta un pò di più del solito, il sapore della scorza di limone era più deciso e a completare l’insalata c’erano anche degli spicchi d’arancia senza pelle. Un piatto fresco, dal sapore deciso ma equilibrato. E’ la cosa che mi è piaciuta di più e credo che questa versione debba essere proposta sempre sul menù!!! Il risotto era fantastico, ben mantecato con un enorme gambero crudo in cima e una spruzzata di mojito a completare l’opera.

Dulcis in fundo in tutti i sensi, il tris di peccati di gola in cui Raoul sebbene non sia pasticcere riesce a creare delle vere chicche. La variazione di consistenze che è un dolce presente sul menù e quindi può essere gustato anche come dolce a sè, normalmente viene servito in una coppa martini ed è praticamente una variazione di cosnsistenze di cioccolato, è meraviglioso affondare il cucchiaino nella coppa e sentire sciogliersi in bocca le diverse consistenze
Un merito particolare va al pane fatto in casa: vengono infatti serviti al tavolo dei deliziosi paninetti in forma di treccia o di sfera, semplici o aromatizzati con la cipolla, con le olive o con i pomodori secchi.

Se capitate a Tivoli vi consiglio di fare una tappa da Avec55 e di provare la cucina di Raoul, non ve ne pentirete ;)

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Sicilia arrivo!

25 giugno 2010

Finalmente questo piccolo viaggio tanto atteso è arrivato e in questo periodo ne avevo proprio tanto bisogno… sole, mare, relax, buon cibo e posti meravigliosi da visitare!

Un saluto grande a chi passa ogni tanto di quì e arrivederci tra 6 giorni per i racconti, le emozioni e magari qualche ricetta ispirata da questa splendida isola ;)

Alice

Adoro la parola biancomangiare, mi fa pensare ad una cosa candida e delicata…. Questa fantastica invenzione di origine francese, poi esportata e riadattata in vari modi, altro non è che una crema di latte semplice, profumata e rassicurante. Il bello è che non ci sono le uova, quindi è leggerissima!  E visto che un tocco di colore e di sapore in più non guasta, ci ho aggiunto uno strato di gelatina alle fragole. Ho usato del fruttosio al posto dello zucchero, che è un pochino più dolce quindi ce ne vuole un pò di meno ed è più facilmente assimilabile dal nostro organismo. Coi dolci non posso esagerare, ma mi sono concessa questo piccolo sfizietto che ogni tanto ci vole per coccolarsi un pò.

Biancomangiare con gelatina alle fragole
Ricetta per 4/5 bicchieri monoporzione

Per il Biancomangiare
1/2 l di latte scremato
3 cucchiai scarsi di amido di mais
2 cucchiai scarsi di zucchero
scorza di limone
Un pizzico di vanillina

Per la gelatina di fragole
350g di fragole
2 fogli di colla di pesce (da 2g l’uno)
1 cucchiaio di succo di limone
40g di zucchero

Scaldare il latte e lo zucchero in un pentolino insieme alla scorza di limone, girare con un cucchiaio di legno per far sciogliere lo zucchero. In una ciotolina a parte, sciogliere l’amido di mais con un pò di latte e versare nel pentolino. Aggiungere un pizzico di vanillina (su consiglio di mio marito ;) e girare lentamente a fiamma bassa fino a formare una crema. Quando comincerà ad addensarsi, spegnere la fiamma, togliere la buccia di limone e versare in uno stampo o in bicchierini monoporzione.
Lasciare raffreddare a temperatura ambiente, dopodichè mettere in frigo per almeno un paio di ore.
Mezz’ora prima dello scadere delle 2 ore, preparare la gelatina alla fragola. Mettere ammollo in una ciotola di acqua fredda i fogli di colla di pesce. In un pentolino, sciogliere 40 gr di zucchero con 80 ml di acqua; quando la colla di pesce sarà morbida, strizzare ed unire allo sciroppo preparato  mescolando per scioglierla bene, quindi lasciare raffreddare.
Lavare le le fragole ed eliminare la parte verde,  quindi passarle con un cucchiaio di succo di limone al mixer fino a ridurre in una crema liscia.
Passare il composto in un colino per eliminare i semi.  Quando lo sciroppo sarà freddo unire alla salsa di fragole. Estrarre i bicchierini (o lo stampo) dal frigorifero ed accertarsi che la crema di latte si sia compattata, quindi versarvi sopra la salsa di fragole e rimettere in frigorifero per altre due ore.

 

Il primo tentativo di utilizzo del sifone è fallito miseramente, ma la colpa è mia :( 
Volevo preparare una ricettina vista sul libricino Spume e chantilly, l’idea era quella di fare una chantilly di salmone ma ho commesso due gravissimi errori:

– il primo è stato quello di utilizzare la panna da montare non fresca (quindi di consistenza non proprio liquida)
– il secondo errore è stato quello di unire la panna al salmone prima di averlo passato al mixer

Quindi nel mixer ho messo salmone sminuzzato, limone, soia e panna.
Il salmone non si è tritato bene e la panna, che già non era di consistenza molto liquida, dopo il frullamento si è addensata ancora di più.
Con il risultato che al colino non è passato niente. E’ vero non era il chinoise come consigliava il libricino, ma era pur sempre troppo denso e non mi sono azzardata ad inserirlo nel mio sifone nuovo di zecca.
L’esperimento è rimandato a data da destinarsi, ma ho deciso che proverò con una spuma o chantilly dolce, in quel caso credo di riuscire a gestire meglio le consistenze…
Altro annoso problema: per fare le spume servono i fogli di gelatina che nei supermercati tipo GS o Panorama non sono riuscita a trovare… ma è possibile????

Il mio regalo di Natale

6 gennaio 2010

Indovinate che cosa mi ha regalato quest’anno per Natale il mio maritino ??? Vi racconto: era su di giri il giorno in cui l’ha comperato… ha girato tutta Roma per trovarlo!! Mi diceva “Vedrai sarai felicissima quando lo aprirai, è una cosa che desideravi da tanto tempo”.

Cercavo di carpire qualcosa chiedendo indizi, ma niente, non c’era verso. Mi diceva di aver parcheggiato la macchina a Piazzale Flaminio e di aver iniziato il suo giro da lì…. Io ho iniziato a fantasticare… pensavo alla bellissima lampada che avevo visto da Confalone (proprio vicino a Piazzale Flaminio… quella bella con le sfere colorate perfetta per il nostro saloto… meglio di così!!!!), oppure al planetario della Kitchen Aid color panna (stesso colore della cucina) ma effettivamente forse era un pò troppo costoso, oppure c’erano i regali classici che possono piacere a una donna, che sò una bella borsa, un gioiello, un capo di abbigliamento… macchè… banalità!!

Una notte, impaziente di vedere la felicità stampata sul mio viso si decide a darmi l’indizio: ha a che fare con l’idraulica dice… in casa ce ne sono 4…. io inizio a scervellarmi: sarà un vaso? Sarà un tubo? Sarà un rubinetto? in effetti a casa abbiamo 4 rubinetti: lavandino bagno, bidè, doccia e lavandino cucina…. ci ero quasi… poi l’illuminazione: “Ma che mi hai regalato un sifone?????”

Ehhhh già… questo è il mio bellisimo sifone e in effetti era una cosa che desideravo tanto!  Avevo visto tante cose fantastiche preparate con questo strumento spaziale!! Mi affascinava il fatto che si potessero creare spume di qualsiasi cosa, sia dolci che salate e scatenare la fantasia con leggerezza e creatività.

E’ stato bello sapere che il mio amore cerca di nutrire le mie passioni, è stato bello l’amore che ci ha messo nel trovarlo (alla fine è arrivato a San Giovanni!!) e nel descrivere la gioia che provava nell’avermelo regalato! Non era una cosa che mi aspettavo, almeno non come regalo di Natale, non è un regalo canonico, ma mi affascina: è una nuova sfida anche perchè credo che non sia facile da utilizzare. Ho già comperato un libricino all’emporio di Gusto nel quale ho trovato degli spunti molto interessanti!! Ora non mi resta che scatenare la fantasia e nutrire la mia passione!

Che dire…. Grazie tesoro!!

Il pranzo coi parenti

4 gennaio 2010

Oggi finalmente abbiamo invitato i parenti (miei) nella nostra nuova casetta!! Eravamo in undici persone e io mai avevo cucinato per una platea così vasta. Poi c’erano la mia mamma, mia nonna e mia zia… praticamente i miei guru in cucina, le ho sempre ammirate per la capacità di preparare succulenti banchetti per una carovana di persone! Poi c’era mio padre, mio zio, mio fratello… tutte buonissime forchette delle quali un pò temevo il giudizio…

Impresa ardua, non tanto per la giornata in sè che è stata fantastica, la cosa più difficile è stata quella di scegliere il menù adatto. Si veniva infatti da un periodo di grandi mangiate, in cui nessn di noi si è risparmiato. Inoltre tutti i piatti forti, cioè i capisaldi della cucina della nostra famiglia (lasagne, cannelloni, ecc..) erano già stati tutti preparati nelle atre occasioni precedenti (vigilia, Natale, capodanno…) Non potevo assolutamente ripetermi, dovevo scegliere qualcosa di sfizioso che non risultasse troppo pesante e inoltre di facile esecuzione. Però non potevo osare più di tanto perchè per quanto siano delle buone forchette i miei parenti sono abbastanza tradizionalisti. Per questo la decisione è stata ancora più difficile. Quindi dopo varie ricerche su internet, consultazioni di libri e riviste, ho fatto da me, e la scelta è stata:

  • antipastini misti (affettati, mozzarelline, peperoni arrostiti, melanzane grigliate, alicette, olive verdi dolci e olive nere al forno condite con arancia)
  • mezze maniche con sughetto di pomodorini, basilico e ricotta salata
  • roast beef al vino rosso (meraviglioso! Ho usato un Brunello di Montalcino)
  • contorni misti: patate al forno, broccoletti ripassati, funghi champignon trifolati

Il primo è la ricetta che ultimamente mi viene meglio di tutte e mi da molta soddisfazione per la sua semplicità e il suo sapore pieno. Il mio primo tentativo di roast beef è riuscito alla meraviglia e quì devo ringraziare i vari blog di cucina che mi hanno rivelato moltissimi trucchetti dei quali presto vi parlerò ;) 

Comunque è stato tutto buonissimo e mi sento molto molto soddisfatta  :)  Poi ai miei cuginetti, ai miei zii e a mia nonna è piaciuta tanto la nostra casa. Mio fratello non aveva ancora visto il soggiorno e anche a lui è piaciuto molto.