Quel che rimane…

26 gennaio 2011

E’ da una vita che non scrivo. Non so perchè ma in questo periodo non riesco a trovare gli stimoli giusti per cucinare, fotografare e postare le ricette. Di idee ne avrei e anche tante, ma poi alla fine vince il rigore che mi impone di non strafogarmi come al solito e quindi mi ritrovo a cucinare piatti molto light a base di verdure e gira che ti rigira con il poco tempo che ho a disposizione le preparazioni si ripetono e sono sempre le stesse. L’altro giorno però ho voluto provare un modo alternativo di cucinare i broccoli che in questo periodo vanno alla grande a casa mia: romaneschi, siciliani, cavolo nero, cavolo verza, cime di rapa… insomma tutta la famiglia nessuno escluso è passato di quì!
Vi dicevo questo modo alternativo l’ho trovato sul Cavoletto di Bruxelles (tanto per rimanere in tema) e consiste nell’arrostire il broccolo così com’è per un’oretta nel forno ben caldo. Lei lo ha fatto con il cavolfiore, io ci ho provato con il romanesco e vi assicuro che il risultato è sorprendente. Fatto a pezzetti dividendo le cimette e condito con un pesto di prezzemolo olio e aceto bianco è un ottimo contorno. Mio marito è stato capace di far fuori da solo ben 3 broccoli e questo che vedete in foto è proprio quel che rimane. E quì si spiega perchè le mie ricette rimangono senza foto e io non posso postare le ricette :(
Ecco sappiatelo: un responsabile c’è ;)

Broccolo romanesco arrosto

2 broccoli romaneschi
olio evo
abbondante prezzemolo
aceto di vino bianco
sale

Pulire i broccoli eliminando le foglie e la parte del torsolo più dura. Tagliarlo a metà e adagiarlo dalla parte del taglio su una placca ricoperta con carta forno. Cospargere di sale e olio. Infornare a 200°C per un’oretta o fino a quando il broccolo sarà ben cotto.
Dividere le cimette e condire con un pesto fatto con prezzemolo sminuzzato, 2-3 cucchiai d’olio e 2-3 cucchiai di aceto. Le dosi sono un pò approssimative: assaggiate assaggiate assaggiate ;)

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E mò sò cavoletti!

21 settembre 2010

Ecco i famosi cavoletti di Bruxelles, mai mangiati finora a dire la verità.  L’altro giorno li ho trovati al supermercato forse con un pò di anticipo rispetto al periodo, ma non ho resistito e li ho presi.
Una primizia dell’autunno che è da sempre, insieme alla primavera, una delle mie stagioni preferite. Adoro le foglie dorate che tendono al rosso, l’aria frizzante, i temporali di fine estate che si lasciano dietro l’odore di terra e di erba bagnata. Da bambina aspettavo impaziente l’autunno e l’inizio della scuola, i quaderni nuovi, le penne, i libri: un mondo nuovo da esplorare e da costruire insieme.
Ora è solo desiderio di tranquillità, di godersi l’intimità della casa e della famiglia, di accoccolarsi sul divano con una bella tazza di té e aspettare che il forno compia il miracolo di una bella crosticina dorata ;)

Cavoletti di Bruxelles gratinati

500g di cavoletti di Bruxelles
120g di parmigiano grattugiato
2 cucchiai scarsi di farina
2 bicchieri scarsi di latte
olio evo
sale
pepe

Pulire i cavoletti eliminando le 2 foglie più esterne e tagliare il torsolo sporgente. Cuocerli in acqua bollente salata per circa 20 minuti. Scolarli e adagiarli in una pirofila ben oleata accostandoli bene. Aggiustare di sale, spolverare con un pizzico di pepe e aggiungere un filo d’olio. Unire la farina al latte e dopo aver mescolato bene fino ad ottenere un composto fluido ed omogeneo versarlo sui cavoletti. Spolverare di parmigiano e infornare a 250° per 20-25 minuti. Gratinare con il grill per 5 minuti e servire.

Ricordi di San Vito

16 luglio 2010

Hola amici, rieccomi dopo breve pausa in cui a dire il vero non ho concluso un granchè ;) E’ che in questo ultimo periodo ho molto trascurato i fornelli, un pò per il caldo che non mi ispira molto, un pò perchè, chissà come, ho la capacità di addensare gli impegni tutti nello stesso periodo. Ieri però mi sono concessa un’oretta e mezza (non di più perchè poi l’ennesimo impegno mi richiamava all’ordine) per preparare questa gustosa caponatina. Un ricordo di Sicilia che riecheggiava in me praticamente da quando sull’aereo stavamo rientranbdo a Roma. Così, acquistate 4 belle melanzane, ho iniziato a documentarmi su quale fosse quella originale. Tra dubbi e perplessità… pinoli o non pinoli, aceto bianco o aceto rosso, ecc. ecc. per la preparazione, alla fine,  ho scelto la ricetta contenuta nel libro ‘Nivuro di siccia’, ispirata alle avventure del più astuto commissario Siciliano (Montalbano ;).

“Appena aperto il frigorifero la vide. La caponatina! Sciavurosa, abbondante, riempiva un piatto funnuto, una porzione per almeno quattro pirsone. Erano mesi che la cammarera Adelina non gliela faceva trovare. Il pane nel sacco di plastica era fresco, accattato nella matinata. Naturali, spontanee gli acchianarono in bocca le note della marcia trionfale dell’Aida”
Andrea Camilleri – La gita a Tindari

Caponatina

4 melanzane medie
6 gambi di sedano
2 cipolle
5 pomodori maturi
150 g di olive verdi denocciolate
1 cucchiaio di capperi sotto sale
1 cucchiaio di zucchero
1/4 di bicchiere di aceto di vino rosso
1/2 bicchiere di olio evo
1 ciuffo di basilico fresco
sale
pepe

Lavare le melanzane e tagliarle a cubetti lasciando la buccia, salare e mettere in uno scolapasta con un peso sopra (una pentola con dell’acqua ad esempio). Lasciarle per circa un’ora. Passata l’ora risciacquare e asciugare bene con della carta assorbente o con un panno. Nel frattempo lavare il sedano e tagliarlo a tocchetti, dopodichè sbollentarlo per una decina di minuti. Sbollentare anche i pomodori per qualche minuto, eliminare la pelle eliminare i semi e tagliare a tocchetti. Affettare finemente la cipolla, tagliare a pezzetti le olive e sciacquare i capperi. In una grossa padella scaldare l’olio e friggere le melanzane 4 minuti per lato. Scolare con una schiumarola e mettere da parte. Nello stesso olio dove hanno fritto le melanzane, versare cipolla e dedano, rosolarere leggermente e aggiungere pomodoro, olive e capperi. Aggiustare di sale e pepe e continuare la cottura a fuoco basso per 5 minuti. Aggiungere le melanzane e cuocere per altro 10-15 minuti mescolando delicatamente. Aggiungere prima lo zucchero poi l’aceto e mescolare. Fare andare per altri 3-4 minuti. Guarnier con il basilico fresco e servire tiepida o fredda. Aò non so se è l’originale, ma è bbona!!!!

La mia Vignarola

13 maggio 2010

Sono nata a Roma e vivo nella zona di Roma, credo che si fosse capito… e durante la mia esperienza pensavo di aver assaggiato quasi tutto ciò che di buono si prepara da queste parti. E invece mi sono dovuta ricredere… Da un pò di tempo infatti, leggendo i vari blog (Cavoletto e affini…) giro intorno a questa ricetta che scopro essere laziale, forse ciociara e scopro che potrebbe anche annoverarsi tra i miei piatti preferiti. E’ la vignarola. L’ho preparata ieri sera mettendoci tutto (o quasi) ciò che avevo di verde in dispensa. Ho cercato un pò di ricette in giro, ma come al solito, una volta non avevo questo, una volta non avevo quell’altro… quindi mi sono lasciata semplicemente guidare dal nome di questo gustosissimo piatto: vignarola… mi fa pensare alla campagna, al verde, alla contadina che ritorna la sera dalla vigna e prepara la cena con tutto ciò che ha trovato nell’orto. Ed ecco i cipollotti, le fave, i piselli, un paio di carciofi, la lattuga e perchè no… un pò di fagiolini!
Un piatto sano e pieno di gusto, che unisce in sè le primizie della primavera, un modo ottimo per riconciliarsi con la terra e con quanto di buono sa offrirci!

La mia Vignarola

2 cipollotti freschi
1 fetta di pancetta tesa
3 carciofi
200 g di piselli sgranati
200 g di fave sgranate e sgusciate
150 g di fagiolini piattoni (corallo)
150 di fagiolini
200 g di lattuga
brodo vegetale
mentuccia
prezzemolo
olio
sale
pepe

Pulire i carciofi e dopo averli strofinati con mezzo limone, metterli a bagno in acqua e limone. Pulire il resto delle verdure e tagliare i carciofi a listarelle. In una padella fare andare con un pò d’olio i cipollotti affettati e la pancetta a tocchetti a fiamma medio/bassa . Aggiungere nell’ordine, i carciofi, i fagiolini e i piselli. Aggiungere sale e pepe e coperchiare, saltare di tanto in tanto. Se si dovesse asciugare aggiungere un pò di brodo vegetale. Dopo 20 minuti aggiungere anche le fave sgusciate. Fare andare altri 5 minuti e poco prima di spegnere aggiungere la lattuga tagliata a listarelle. Un altro paio di minuti e il gioco è fatto ;)

Preciso che la ricetta originale della vignarola prevede gli asparagi e non i fagiolini. La mia è venuta spontanea così ;)

Stasera cenetta supeleggera. Facile, veloce e sana che più sana proprio non si può ;)
Nel mentre, bolle in pentola anche un buonissimo carpaccio di polipo la cui preparazione è molto divertente. Ve la racconto nel prossimo post.

Sogliola al limone

2 sogliole
1 limone
olio e.v.o.
sale

Adagiare le sogliole in una padella con un pò di olio e il succo di limone e mezzo bicchiere di acqua. Aggiungere un pizzico di sale. Cuocere a fiamma media per circa mezz’ora.

Asparagi al limone

2 mazzetti di asparagi
1 limone
olio e.v.o.
sale

Riempire una padella capiente di acqua e sale e portare ad ebollizione. Tagliare la parte più dura degli asparagi e lavarli sotto l’acqua corrente. Adagiarli nella padella e coperchiare. Far cuocere per circa 20-25 minuti. Scolare e adagiare su un vassoio, aqggiustare di sale, cospargere col succo di un limone e abbondante olio extravergine di oliva.

Leggeri si, ma con stile!

23 febbraio 2010

Come vi dicevo ieri, per un pò di tempo sono banditi dalla mia tavola piatti troppo saporiti, speziati o in genere elaborati così, visto che le zucchine lesse le avevo fatte fuori ieri e i finocchi oggi a pranzo, stasera toccava alle patate. Potevo optare per le solite patate lessate e condite con un pò di olio e sale oppure buttarmi su un purè. E quì mi è venuto il lampo di genio: io posseggo un sifone… quindi perchè non sperimentare una bella spuma di patate?
Si può servire con carni arrosto, carne o pesce alla griglia. La consistenza è quella di una spuma leggerissima, quasi evanescente sulla lingua. La ricetta originale prevede anche l’aggiunta di 50 g di burro, io l’ho eliminato per conferire maggiore leggerezza. Sicuramente il burro darebbe un tocco di sapore e consistenza in più!

Spuma di patate

600 g di patate bollite
300 ml di latte intero
100 ml di acqua di cottura delle patate
sale
noce moscata
Sifone ISI da 1l
2 capsule di aria compressa

Sbucciare le patate e bollirle in acqua salata. A cottura ultimata tenere da parte l’acqua e schiacciare le patate. Passarle in un setaccio fine. E’ un operazaione che richiede un pò di tempo ma è fondamentale per filtrare parti che potrebbero ostruire la valvola del sifone.
Riscaldare il latte con un pò di sale (il sale lo metto quì perchè sciolto è meglio… sempre per non ostruire la valvolina del sifone!) e aggiungerlo alle patate insieme ad un pò di acqua di cottura.
Aggiungere una spolverata di pizzico di noce moscata, mescolare bene e versare il composto ancora caldo nel sifone.
Servire immediatamente o tenere il sifone in caldo a bagnomaria (max 70°C).