Il ricordo della Sardegna, meta delle vacanze di questa estate, di tanto in tanto si rifà vivo…
Quando apro la dispensa e vedo il mio pacco di pane carasau di Ovodda che a detta di Monica, la mia amichetta Sarda, nonchè Nuorese doc, è il migliore in assoluto…
Quando apro il frigorifero e vedo rigorosamente sottovuoto le mie belle forme di formaggio di pecora comprato ad Urzulei (Gorropu – Soc. Gruthas) … e lì accanto ben incartato vedo il torrone di Tonara… quanti ricordi e quanti sapori sorprendenti…
Il ricordo più bello ce lo ha regalato Giampaolo, il papà di Monica, che ha creato questo piatto che ora vi descrivo. Lui lo ha battezzato “Sevada rustica” perchè ha immaginato il contadino o il pastore che desiderosi di una bella seada, non potendo mettersi lì a friggere, possono invece tagliarsi un bel pezzo di formaggio, scaldarlo al fuoco, e poi arrotolarlo nel pane carasau inumidito. Niente fritto, sano e di una bontà unica. Ottimo dolce se accompagnato con un filo di miele o una spolverata di zucchero!
Che poi non ho ancora ben capito se si dica “seada” o “sevada”, se qualcuno ne sa di più mi illumini ;)

La seada rustica di Giampaolo

Pane carasau di Ovodda
Formaggio di capra
Acqua
Miele

Tagliare delle fette di fromaggio di capra, bagnare il pane carasau e metterlo in una teglia da forno con le fette di formaggio sopra. Infornare a 180°C fino a quando il formaggio inizierà a fondere e il pane carasau ad abbrustolire.
Nel frattempo ammorbidire un foglio di pane carasau con dell’acqua e metterlo su un piatto. Ritagliare delle strisce di pane della larghezza di una fetta di formaggio (più o meno ;)
Quando il formaggio sarà fuso togliere dal forno, eliminare il pane carasau abbrustolito intorno alla fetta e con l’aiuto di una paletta adagiare la fetta di formaggio sul pane carasau ammorbidito. Arrotolare e bagnare con un filo di miele.

Ancora zucca…

27 ottobre 2010

Ancora una ricetta che ha come protagonista l’ortaggio preferito dell’autunno: la zucca.  Ecco a voi una bella parmigiana di zucca e patate per la quale ho preso ispirazione dal Cavoletto.
Inutile dire che fredda è più buona e si riesce a gustare meglio, quindi se avete tempo preparatela con un certo anticipo per lasciarla stiepidire un pò, non fate come me che alle 9 di sera ho ancora il forno acceso ;)

Parmigiana di zucca e patate

500g di zucca
3 patate medie
1 mozzarella
150g di parmigiano grattugiato
2-3 foglie di salvia
1 spicchio di aglio
sale
olio evo
pepe

Tritare finemente la salvia e metterla in una ciotolina con abbondante olio, sale, una spolverata di pepe e lo spicchio d’aglio. Mescolare bene e mettere da parte.
Pulire la zucca eliminando la buccia e i semi, affettare sottilmente e sbollentare in acqua salata  per 5 minuti. Procedere allo stesso modo con le patate.  Mettere a scolare la mozzarella e tagliarla a fette sottili.
Con un pennello ungere il fondo di una teglia (di dimensioni 25cmx15cm circa) con la marinata di salvia preparata all’inizio. Procedere a strati alternando zucca, patate una spennellata di olio alla salvia, mozzarella e parmigiano, fino ad arrivare all’orlo della teglia. L’ultimo strato deve essere di mozzarella e parmigiano con un filo di olio alla salvia.
Infornare a 180°C per 30-40 minuti.

Spuma di Kir

25 ottobre 2010

Buon inizio settimana a tutti voi che passate du quì!
Quella di oggi non è una vera e propria ricetta, ma è più una sperimentazione di utilizzo del mio fantastico sifone.
Nel libricino, Spume e chantilly di Paul Simon, ho trovato interessanti abbinamenti di spume con i cockyail, quindi ho voluto provare anche io.
L’idea nasce da un cocktail che mi hanno fatto conoscere due amici speciali: Ale & Marcy, con i quali condividiamo l’amore per la buona cucina e che in occasione di una delle nostre cenette ci hanno portato la Creme de Cassis, un liquore francese prodotto con il ribes nero e con il  quale si prepara un cocktail chiamato Kir nelle dosi di una parte di Kir e 5 di vino bianco secco o prosecco. Buonissimo e di grande effetto ;)
Dal cocktail all’idea della spuma il passo è stato breve e il risultato davvero sorprendente!

Prosecco con spuma di Kir

5dl di prosecco
1dl di creme di cassis
3 fogli di gelatina
2 cartucce di azoto per sifone
Sifone
Una bottiglia di prosecco ghiacciata.

Ammollare i fogli di gelatina in una ciotola con acqua fredda. In un pentolino portare ad ebollizione il prosecco con la creme de cassis. Spegnere il fuoco e unire i fogli di gelatina strizzati. Mescolare bene e versare nel sifone. Chiudere e inserire una cartuccia di azoto, agitare a testa in giù. Aggiungere un’altra cartuccia e agitare nuovamente. Lasciare riposare in frigo per un paio di ore.
In un flute versare 3/4 di prosecco, unire la spuma e gustare come ottimo aperitivo.

Sufflè di mele in cocotte

18 ottobre 2010

Ogni volta che vado al centro commerciale la mia tappa fissa è la libreria e appena entro mi dirigo nell’isoletta in fondo, dove ci sono i libri di cucina. Ci giro intorno, mi lascio guidare dalle copertine, dai titoli, dalle foto, e inizio a sfoglaire e a fantasticare sulle probabili ricette che potrei preparare. L’altro giorno ero partita con l’idea di dare solo un’occhiatina, così, giusto per prendere spunto. Ma poi quando ho visto questo non ho resistito: “Menu cocotte. 100 ricette originali di mini cocotte” di José Maréchal.
Contiene delle interessantissime ricette di cocottine monoporzione meravigliosamente assemblate  e  fotografate. Mi sono innamorata e l’ho preso :)
Fatto ciò è spuntato un piccolo problema: la mancanza di cocotte! Un dramma! Parte la ricerca su internet… le marche più famose (Le Creuset, Staub…) sono troppo care, le altre su internet non mi sconfinferano… Risparmio sì, ma voglio toccare con mano! Così decido di fare un giretto nei negozi che conosco per vedere se c’è qualcosa che un pò gli somigli! Gira che ti rigira le trovo all’ultimo negozio del mio giro dove c’è una svendita: tutto al 50% per rinnovo locali! Magnifico! Mi prendo 6 cocottine monoporzione e una un pochino più grande! Niente a che vedere con le marche di cui sopra, tutto rigorosamente “Made in China”, niente ghisa, solo ceramica e senza marchio, ma chi se ne frega: fanno la loro porca figura ;) Facendo un rapido calcolo, gurdando l’etichetta con lo sconto, avrei dovuto pagare poco meno di trenta di euro… mi vergogno anche a dirlo… quando arrivo alla cassa la commessa, dopo aver fatto una confusione mostruosa con la cliente prima di me mi fa il conto e mi dice “Sono 13 euro”… ma come? Ancora meno???? Io insisito, ma no era circa 30 e lei “No, è tutto al 50!!!” così non insisto e con il dubbio di averla spudoratamente fregata le dò i 13 euro mi porto a casa le mie bellissime cocottine :)
Sfogliando il libro di Marechal trovo la ricetta che fa al caso mio: Soufflè di mela. E’ perfetta per partecipare al contest InventaMela di Stefania, Araba felice in cucina.

Soufflè alle mele in cocotte
6-8 mini-cocotte

4-5 mele golden
5 albumi d’uovo
50gdi burro morbido
1/2 limone
40g di zucchero per il soufflè
30g di zucchero per le cocotte
sale

Sbucciare le mele, eliminare il torsolo e tagliarle a tocchetti. Metterle in una casseruola con il succo di mezzo limone, 20g di zucchero e un bicchierino di acqua e cuocere a fiamma media fino a che l’acqua non sarà evaporata. Mescolare bene fino ad ottenere una composta asciutta. Spegnere il fuoco e mettere da parte.
Spalmare le superfici interne delle cocotte con il burro, cospargerle con lo zucchero e metterle su di un piano capovolte per far scendere lo zucchero in eccesso. Metterle in frigo per far rapprendere il burro.
Accendere il forno a 200°C.
Montare a neve gli albumi con un pizzico di sale e far rassodare aggiungendo un pò di zucchero.
Con una spatola di silicone incorporare gli albumi alla composta di mele mescolando delicatamente dal basso verso l’alto.
Riempire le cocotte lisciando la superficie con la spatola. Con l’indice e il pollice pulire bene i bordi affinchè la preparazione si gonfi bene durante la cottura. Infornare e cuocere per 12-15 minuti. Spolverare con un pò di zucchero a velo e servire :)

Pumpinks & Potatoes Soup

15 ottobre 2010

Nel nuovo ufficio ci sono grandi finestre e questo mi piace, c’è molta luce e questo mi ha fatto superare il trauma del trasloco. Di fronte a me, oltre lo schermo, si apre una grande vetrata che da sul cortile, e un grande albero e una fitta rete di rami e di foglie oltre le quali si intravede il cielo. Ora cominciano ad ingiallirsi le prime foglie e mi torna in mente il viaggio di nozze, le passeggiate a Central Park e le strade di alcuni stati che abbiamo attraversato che sembravano una tavolozza di colori, dal giallo oro al rosso acero. Mi tornano in mente le zucche sull’uscio di quelle casette di legno deliziose e i chioschi che vendevano per strada solo zucche per la festa di Halloween.
Adoro questo ortaggio, sebbene solo ultimamente io abbia iniziato ad usarlo per le mie ricette. Mi piace la sua forma, il suo colore, mi fa venire in mente un tempo perduto, di streghe e di folletti. Un ortaggio da fiaba insomma, non per niente la  carrozza di Cenerentola era proprio una zucca!
Da tempo la desideravo da piazzare sul tavolo del soggiorno e, detto fatto, un paio di settimane fa ne ho trovata una piccolina dal fruttivendolo e l’ho fatta mia! Fino a ieri regnava nel cuore della casa a ricordarci dell’arrivo dell’autunno, ma avendo ormai fatto il suo tempo è stata sacrificata per un paio di ricette. Ecco la prima ;)
….per la gioia di Alberto ;)

Con questa ricetta partecipo al contest Minestre e Zuppe di Lucia del Blog  Ti cucino così ;)

Zuppa di zucca e patate con speck croccante
Per 4 scodelle

600g di zucca
4 Patate medie
80g di speck (fette spesse)
1 cipolla grande
Brodo vegetale
60ml di latte
60ml di panna
erba cipollina
Olio evo
Sale

Sbucciare la zucca, eliminare i semi e tagliarla a tocchetti. Sbucciare le patate e tagliarle a tocchetti. Tritatare finemente. In una casseruole versare abbondante olio evo soffriggere la cipolla fino a quando diventerà trasparente. Aggiungere i tocchetti di zucca e le patate e dopo averle fatte soffriggere per un paio di minuti, coprire con il brodo vegetale.
Cuocere il tutto per circa 20 minuti aggiungendo brodo se necessario. A cottura ultimata passare il tutto al minipimer e aggiustare di sale. Riversare nella casseruola, aggiungere la panna e il latte e fare andare per altri 5 minuti o fino a quando non si raggiungerà la consistenza desiderata. Nel frattempo scaldare un padellino e abbrustolire alcuni pezzi di fette di speck.
Versare la zuppa nelle scodelle, spolverare con erba cipollina sminuzzata, adagiarvi sopra lo speck abbrustolito, aggiungere un filo d’olio e servire ;)

Un pò di tempo fa avevo preparato le orecchiette pugliesi con pomodorini, ricotta e basilico perchè le cime di rapa, o broccoletti come li chiamiamo quì a Roma, ancora non si trovavano. Da quel giorno però mi è venuta una voglia matta di questo piatto così semplice ma pieno di gusto, saporito e sano.
L’altro giorno le ho trovate e non ho resistito, quindi finalmente oggi “Orecchiette con cime di rapa”!!! La ricetta è come la conosco io, sicuramente chi di voi è pugliese sa dirci qual’è la ricetta originale ;)
 

Orecchiette con cime di rapa

300g di orecchiette fresche
500g di cime di rapa
3-4 filetti d’acciuga
peperoncino
1 spicchio d’aglio
sale
olio evo

Pulire le cime di rapa eliminando le foglie più dure e parte dei gambi. Sciacquare bene per eliminare la terra e tagliare grossolanamente. In una padella versare abbondante olio, lo spicchio d’aglio, peperoncino e le alici tagliate a pezzetti.Fare rosolare per 2-3 minuti e spegnere il fuoco.
In acqua bollente e salata immergere le cime di rapa. Dopo 5-7 minuti aggiungere le orecchiette. Ad un paio di minuti dalla cottura mettere da parte una tazza di acqua di cottura. Per la pasta fresca basteranno 5 minuti di cottura. Scolare e, dopo aver riacceso il fuoco sotto la padella con l’olio, saltare la pasta e le cime di rapa aggiungendo un pò di acqua di cottura messa da parte. Legare bene il tutto e servire ;)