Invito alla moderazione

30 agosto 2010

Qui ci sarà la rivolta delle buone forchette che non vedranno di buon occhio questa ricetta ultra dietetica;)
E’ necessaria però perchè da circa un anno, cioè da quel fantastico 4 ottobre quando io e mio marito ci siamo sposati :) ho preso ben 7 kg!!!!! E in più stamattina ho subito uno shock: infilando un paio di pantaloni, che prima delle vacanze mi entrava alla perfezione, stamattina non si chiudevano… ci mancavano 2 cm!!!!!
Visto che di fare sport non se ne parla… l’ultima spiaggia è quella di provare a non abbuffarsi come al solito. Ecco quindi che giunge come monito, un bell’invito alla moderazione: una bella zuppa di sedano! Mmmmh…. tutta vita :|  

Cmunque provate, non è male :)

Zuppa fredda di sedano e yogurt greco

1kg di sedano
4 patate medie
1 cipolla
150g di yogurt greco
paprica dolce
erba cipollina
sale
olio evo

Pulire il sedano e le patate e tagliarli a tocchetti. Sminuzzare la cipolla e rosolare con un filo d’olio in una pentola capiente, aggiungere le patate e il sedano, un pizzico di sale e acqua  fino quasi a coprire le verdure.
Dal bollore lasciare cuocere per una ventina di minuti. Passare con il mixer a immersione e passare al colino per eliminare i filamenti del sedano. Aggiugere una spolverata di paprika dolce e quando il composto sarà raffreddato aggiungere lo yogurt, mescolare bene e aggiungere un pò di erba cipollina sminuzzata.

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Ricetta veloce veloce per una fresca e gustosa, ma soprattutto leggera cenetta estiva :)

Tomino grigliato con salsa di pomodoro

4 pomodori rossi
2 tomini
1 spicchio d’aglio
basilico fresco
sale
pepe
olio evo

Sbollentare i pomodori per 5 minuti, scolarli e, dopo averli fatti raffreddare leggermente, togliere la pelle. Eliminare i semi e tagliare a tocchetti. Lasciare i pomodori per alcuni minuti in un colino per eliminare l’acqua in eccesso. Passare con il mixer a immersione, aggiungere sale, un pizzico di pepe, uno spicchio d’aglio intero e una foglia di basilico, olio e mescolare bene.
Adagiare un pò di salsa sul fondo del piatto
Scaldare la griglia e dopo un paio di minuti disporvi i tomini. Grigliare per alcuni minuti da ambo le parti facendo attenzione a non rompere la superficie. Il tomino dovrà risultare sodo e abbrustolito all’esterno e mordido all’interno.

Prima ricetta ispirata alla sardegna (dalla quale non sono tornata a mani vuote, no no!!!) e ad un ristorantino di Tivoli (Avec 55) dove prendo sempre Fregola con l’astice. Visto che ora ahimè il ristorantino in questione è chiuso per ferie e riaprirà solo dopo il 31, nell’attesa mi sono dovuta arrangiare da sola, ed è venuto fuori questo piattino davvero niente male ;)
La fregola, prodotto tipico sardo,  è una pasta di semola di grano duro tostata con un aspetto piuttosto irregolare e leggermente granuloso.

Fregola con scampi e crema di ceci

450g di scampi
300g di ceci lessati con uno spicchio d’aglio e rosmarino
300g di fregola sarda media tostata
300g di pomodorini ciliegino
concentrato di pomodoro
1 spicchio d’aglio
1/2 cipolla
sedano
pepe
alloro
peperoncino
olio evo
sale
prezzemolo fresco

Sciacquare gli scampi e, dopo averne messi da parte alcuni per la guarnizione dei piatti, eliminare le teste e metterle da parte per preparare il brodo di pesce. In 750 cl di acqua bollente versare mezza cipolla, 2 mezzi pomodorini, un ciuffo di sedano, un paio di grani di pepe, un pizzico di alloro e le teste degli scampi e un pizzico di sale. Lasciare bollire per una decina di minuti. Tagliare i pomodorini a tocchetti e metterli da parte. In una padella versare un pò di olio evo, uno spicchio d’aglio, un pizzico di peperoncino, quando l’olio sarà caldo versare i pomodorini messi da parte. Fare andare per una decina di minuti bagnando con il brodo di pesce, dopodichè aggiungere le code di scampi (più quelli interi) e proseguire la cottura per altri 5 minuti. Spegnere il fuoco, togliere le code degli scampi e sbucciarle aiutandosi con un paio di forbici. Spezzettare gli scampi a tocchetti e metterli da parte. Mettere un padellino con un filo d’olio su una fiamma abbastanza vivace e rosolare leggermente la fregola. Procedere come per un risotto, bagnando di tanto in tanto con il brodo dipesce. Dopo una decina di minuti versare la fregola nel tegam contenente il sughetto di pomodorini, unire gli scampi a tocchetti più quelli interi e proseguire la cottura per altri 5-7 minuti. Nel frattempo assare i ceci lessati al minipimer, con un pò della loro acqua di cottura, e versare sul fondo dei piatti da portata.
Quando la fregola sarà cotta versarne un pò sulla crema di ceci, aggiungere una spolverata di prezzemolo tritato e guarnire con lo scampo intero.
Gustare con un belbicchiere di vermentino ghiacciato ;)

Questo è l’augurio inciso sull’etichetta di una bottiglia di acquavite prodotta e imbottigliata da Giampaolo.

Come mi suggerivano alcuni di voi e per quanto ho potuto scoprire durante il mio piccolo soggiorno, la Sardegna è molto di più del bel mare, delle spiagge cristalline della costa Smeralda, delle ville dei personaggi famosi e dei locali più chic.

La Sardegna, quella vera, è fatta di poche cose semplici, essenziali ma di una qualità che sfiora l’eccellenza, frutto dell’amore dei Sardi per la loro terra e dell’impegno che mettono nel difenderla.
La nostra vacanza inizia quando un sabato sera lasciamo il continente… buffa espressione questa, ma così vera… all’arrivo troviamo una terra completamente diversa da quella che ci lasciamo alle spalle. Sul nostro orizzonte il promontorio di Tavolara, il profumo del mirto, del ginepro e del mare. Lu Fraili è una piccola frazione a pochi km da San Teodoro, dove ci aspettano Monica, Tommy e i mitici Giampaolo e Francesca, che ci hanno accolto come due di famiglia.

Piccola premessa, se andate in Sardegna con dei Sardi dimenticatevi la dieta. Per il pranzo del primo giorno Francesca ci ha preparato dei fantastici spaghetti con la bottarga, e  una fiamminga di carne in cui si sente forte l’odore del ginepro, morbidissima dal sapore intenso ma delicato, solo dopo averla assaporata e gustata Giampaolo ci rivela che era carne d’asino, vi assicuro che è fantastica.

E quì scatta la seconda premessa, dovete sapere che Giampaolo, il papà di Monica, è un integralista del cibo sano e genuino, lui mangia solo cose di provenienza da lui garantita e certificata ;) per questo conosce tutti i posti doc della zona del nuorese dove comperare e mangiare cose di qualità. La sua saggezza nella cultura del buon mangiare mi incantano, avrei ascoltato per ore i suoi racconti e le sue spiegazioni.
Il pranzo continua con delle chicche di formaggio di capra, ricotta fresca deliziosa, ricotta stagionata e pecorino.
Il mare è meraviglioso, non me ne vogliano i siciliani ma batte quello di San Vito, avrei nuotato per ore in quell’acqua cristallina dove stavo tranquilla perchè tutto davanti a me era limpido e trasparente.Abbiamo visto tante bellissime spiagge: lo Impostu, la Cinta, Cala Brandinchi, ma il top lo tocchiamo quando in una giornata di vento Monica propone di andare a Cala Girgolu una serie di piccole calette tra sabbia e scogli dove c’è una pietra che sembra una tartaruga. Arriviamo con la macchina fino a una strada dove c’è una sbarra, lì parcheggiamo e ci avventuariamo a piedi tra grandi ville che hanno una vista magnifica sul mare, anche l’accesso alle spiagge è sbarrato e ci dobbiamo avventurare fra gli scogli e i cespugli. Se decidete di andare evitate gli infradito ;)  Le calette che incotriamo sono deliziose, minuscole, ma purtroppo già occupate, continuiamo seguendo la “capretta”, come è stata ribattezzata Monica che si arrampica come uno stambecco tra le rocce.  Arriviamo finalmente in una caletta un pò più grande dove ci sono solo altre 4 persone. Il paesaggio è stupendo: una piscina naturale dal colore turchese circondata da scogli lisci di un colore roseo e l’isola di tavolara sullo sfondo. Cosa chiedere di meglio per il mio ultimo giorno di mare?L’ultimo giorno della vacanza è dedicato ad un’escursione nel Supramonte di Baunei. La strada è tanta, fatta di tornanti che si abbarbicano per le montagne, di maiali che attraversano la strada, di caprette, di asini che pascolano beatamente al nostro passaggio. Arriviamo a Baunei e li ci aspettano con delle Jeep che ci conducono fino al supramonte. Così, percorrendo strade sterrate che diventano sempre più sconnesse, arriviamo in un paesaggio quasi lunare, dove il tempo sembra essersi fermato. La terra arsa dal sole, le pietre aguzze fanno di quel posto una terra all’apparenza ostile alla vita ma incredibilmente rigogliosa di piante profumate, di ulivi secolari e ginepri. Una chiesetta bianca, di chiara influenza spagnola, si erge nell’infinito deserto di terra rossa in cui pascolano mucche e asini. Un enorme camino e tavoli e sedie di roccia usati dai pastori per trovare un pò di ristoro. Immagino la notte buia, illuminata solo dalle stelle e dalla luna, e il rumore del vento che accarezza i rami di ginepro.
La seconda tappa è un posto meraviglioso in cui possiamo ammirare da supramonte il mare sottostante. Davanti ai nostri occhi si apre un mare di un blu intenso che dirada nel verde della cala di Pedra Longa. Il sole, il vento, il mare, l’odore di una terra selvaggia ci regalano un senso di profonda libertà.
Arriviamo all’ovile che si staglia proprio sopra Cala Goloritzè dove mangeremo col pastore e con la sua famiglia. La vista è fantastica, all’orozzonte si apre un mare sconfinato. Tutto è fatto di pietra e di rami ed è quasi tutto come centinaia di anni fa. Nel grosso camino gira uno spiedo con dei grossi pezzi di maiale e capra. La tavola è apparecchiata con piatti e bicchieri di terracotta. Gustiamo prosciutto, salsiccette, olive e la fruhe, un formaggio fresco fatto di caglio di latte di capra, morbido, dal sapore acidulo e di una freschezza unica. Poi arrivano dei vassoi con dei colurgiones, morbidissimi e gustosissimi ravioli ripieni di patate e formaggio conditi con un sugo di carne di capra. Peccato non averne presi di più, non ne avevo mai mangiati di così buoni!!
Poi arriva il pezzo forte la carne di maiale e di capra che, mentre noi mangiavamo beatamente il resto, continuava a rosolare sullo spiedo. Che dire… una morbidezza e un sapore meravigliosi!
Concludiamo in bellezza prima con del formaggio di capra sapientemente tagliato da Giampaolo e poi con una gustosissima sevada, altro raviolo stavolta dolce, ripieno di formaggio, fritto nell’olio e condito con miele. Una bontà e un piccolo strappo alla regola per la mia dieta da dolce!
La Sardegna mi ha lasciato nel cuore ricordi bellissimi ed emozioni indimenticabili, i profumi, i sapori, la brezza del vento, i sorrisi delle persone incontrate, l’ospitalità e l’amore dei Sardi per la loro bellissima terra. Tornerò, magari a Novembre con Monica a cogliere le olive nell’uliveto di Giampi ;)