Adoro la parola biancomangiare, mi fa pensare ad una cosa candida e delicata…. Questa fantastica invenzione di origine francese, poi esportata e riadattata in vari modi, altro non è che una crema di latte semplice, profumata e rassicurante. Il bello è che non ci sono le uova, quindi è leggerissima!  E visto che un tocco di colore e di sapore in più non guasta, ci ho aggiunto uno strato di gelatina alle fragole. Ho usato del fruttosio al posto dello zucchero, che è un pochino più dolce quindi ce ne vuole un pò di meno ed è più facilmente assimilabile dal nostro organismo. Coi dolci non posso esagerare, ma mi sono concessa questo piccolo sfizietto che ogni tanto ci vole per coccolarsi un pò.

Biancomangiare con gelatina alle fragole
Ricetta per 4/5 bicchieri monoporzione

Per il Biancomangiare
1/2 l di latte scremato
3 cucchiai scarsi di amido di mais
2 cucchiai scarsi di zucchero
scorza di limone
Un pizzico di vanillina

Per la gelatina di fragole
350g di fragole
2 fogli di colla di pesce (da 2g l’uno)
1 cucchiaio di succo di limone
40g di zucchero

Scaldare il latte e lo zucchero in un pentolino insieme alla scorza di limone, girare con un cucchiaio di legno per far sciogliere lo zucchero. In una ciotolina a parte, sciogliere l’amido di mais con un pò di latte e versare nel pentolino. Aggiungere un pizzico di vanillina (su consiglio di mio marito ;) e girare lentamente a fiamma bassa fino a formare una crema. Quando comincerà ad addensarsi, spegnere la fiamma, togliere la buccia di limone e versare in uno stampo o in bicchierini monoporzione.
Lasciare raffreddare a temperatura ambiente, dopodichè mettere in frigo per almeno un paio di ore.
Mezz’ora prima dello scadere delle 2 ore, preparare la gelatina alla fragola. Mettere ammollo in una ciotola di acqua fredda i fogli di colla di pesce. In un pentolino, sciogliere 40 gr di zucchero con 80 ml di acqua; quando la colla di pesce sarà morbida, strizzare ed unire allo sciroppo preparato  mescolando per scioglierla bene, quindi lasciare raffreddare.
Lavare le le fragole ed eliminare la parte verde,  quindi passarle con un cucchiaio di succo di limone al mixer fino a ridurre in una crema liscia.
Passare il composto in un colino per eliminare i semi.  Quando lo sciroppo sarà freddo unire alla salsa di fragole. Estrarre i bicchierini (o lo stampo) dal frigorifero ed accertarsi che la crema di latte si sia compattata, quindi versarvi sopra la salsa di fragole e rimettere in frigorifero per altre due ore.

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La mia sperimentazione con le farine integrali è approdata a questo bel pane che, beh si proprio dietetico non è, ma tanto per la mia dieta il divieto è solo sui dolci, quindi col salato posso ancora darci dentro ;)
La farina che ho usato è metà manitoba e metà  di grano saraceno e inizialmente devo dire che l’impasto non è stato facile, mi sono aiutata con un pò di latte e acqua aggiuntiva e alla fine, come vedete, ho vinto io!!!
I pomodori secchi sono quelli che avevo preparato un pò di tempo fa, sbollentando in acqua e aceto quelli che si trovano confezionati già secchi e mettendoli, dopo averli scolati bene, in un  barattolo con olio e maggiorana fresca e nient’altro! Ottimi per chi non tollera l’aglio e comunque saporitissimi.

Pane di grano saraceno con pomodori secchi e mozzarella

200g di farina di grano saraceno
200g di farina manitoba
una bustina di lievito di birra in polvere
3 dl di acqua tiepida
2 dl di latte
8 pomodori secchi
200g di mozzarella
maggiorana fresca
olio evo
sale

Mescolare le due farine con il lievito e aggiungere un pizzico di sale. Iniziare ad impastare aggiungendo poco alla volta l’acqua e poi il latte, aiutandosi con un pò di farina manitoba se l’impasto dovesse risultare troppo liquido. Impastare per una decina di minuti, poi formare una palla e mettere in una ciotola coprendo con un canovaccio umido. Lasciare lievitare per almeno mezz’ora in un luogo caldo. Nel frattempo strizzare i pomodori per eliminare l’olio in eccesso e la mozzarella per eliminare l’acqua in eccesso. Tagliare a tocchetti e aggiungere qualche fogliolina di maggiorana fresca tritata.
trascorsa la mezz’ora l’impasto avrà aumentato il suo volume, versarvi sopra un filo d’olio  impastare per un paio di minuti. Aggiungere il composto di pomodori secchi e mozzarella e continuare ad impastare all’interno della ciotola. Foderare uno stampo da plum cake con della carta da forno e adagiarvi il composto facendolo aderire alle superfici, per fargli prendere la forma di unbel panetto! Compattare la superficie con un filo d’olio e infornare a 200°C in forno preriscaldato per circa 40 minuti.

Finalmente ho imparato a fare la pasta brisè e devo dire che la cosa è più facile di quanto si possa immaginare, farina, burro e acqua e poco più. …e ovviamente l’amore e la passione che sono gli ingredienti fondamentali ;) Questa pasta brisè però è un pò speciale perchè è fatta con farina integale di farro che, dalla foto non si vede molto ma, è un pò scuretta, ricca di fibre e ottima per riequilibrare l’intestino! Il mix ricotta, pomodorini e olive lo trovo molto fersco e ottimo per un buffet di primavera!

Tortino integrale di farro con ricotta, pomodorini e olive

200 g di farina integrale di farro
80 g di burro
400 g di ricotta
Acqua fredda
2 tuorli d’uovo
pomodorini
olive nere al forno
origano essiccato
sale
pepe
noce moscata

Tagliare il burro a tocchetti e lascialrlo a temperatura ambiente per qualche minuto. Quando il burro sarà leggermente ammorbidito, incorporarvi la farina con la punta delle dita fino a formare delle briciole. Unire un pò d’acqua fredda e impastare per un paio di minuti. Formare una palla, avvolgere con la pellicola trasparente e mettere in frigo per una mezz’oretta (se avete meno tempo mettete in freezer per 10 minuti).
In una terrina amalgamare la ricotta con i tuorli d’uovo, un pizzico di sale, il pepe e la noce moscata. Tagliare i pomodorini a metà, denocciolare le olive e tagliarle a pezzetti.
Riprendere la pasta brisè e stenderla col mattarello su una tavola spolverata di farina. Lo spessore deve essere circa 2 millimetri.
Realizzare dei cerchi piccoli per foderare tanti stampini piccoli (8-10) oppure uno più grande per una tortiera, perecedentemente oleati o imburrati. Un volta foderati gli stampi, praticare dei buchetti con una forchetta e infornare per circa 8 minuti in forno preriscaldato a 180°C. Estrarre dal forno e riempire con l’impasto di ricotta, adagiarvi i pomodorini premendo un pò, spolverare i pomodorini con un pizzico di sale e origano e completare con le olive. Infornare per 20 minuti. Dare altri 5 minuti di grill e il gioco è fatto!
La ricotta potrebbe gonfiarsi, niente paura, raffreddandosi scenderà ;)

Il mio angolo d’estate

22 maggio 2010

Dopo un piccolo periodo di pausa, in cui ho riordinato le idee e smaltito un pò di nervosismo lavorativo rieccomi a quì tra i fornelli a prendermi un momento d’estate (ma quando arriva???) con una bella insalata di mare!

Insalata di mare

1 kg di polpo fresco
200 g di gamberetti freschi
1 sacchetto di cozze
sedano
carota
olive nere
prezzemolo
olio evo
aceto di vino bianco
sale
pepe
limone

Mettere il polpo nella pentola a pressione in acqua fino a coprirlo e aggiungere un bicchiere scarso di aceto. Chiudere e fare andare a fiamma alta fino al fischio. Abbassare la fiamma e cuocere per 20 minuti, dopodichè spegnere e aprire la valvola dello sfiato. Aprire solo quando la valvola di sicurezza consentirà l’apertura.
(Se non avete la pentola a pressione portare acqua e aceto ad ebollizione, immergere il polipo ed estrarlo per tre volte fino a quando i tentacoli saranno arricciati, dopodichè immergerlo completamente e farlo cuocere per 30-40 minuti)
Far raffreddare nel’acqua di cottura.
In un pentolino sbollentare i gamberetti per 5/7 minuti. Scolarli e sgusciarli e mettere da parte.
mettere le cozze in un tegame coperchiato e fare andare a fiamma vivace per circa 10/15 minuti. Sgusciare le cozze e mettere da parte.
Pulire il sedano e le carote e tagliarli a piccoli pezzi, versare in un’insalatiera insieme al prezzemolo tritato e alle olive denocciolate e sminuzzate. Aggiungere un pizzico di sale, una spolverata di pepe, la scorsa e il succo del limone, una spruzzata di aceto e abbondante olio evo. Aggiungere i gamberetti, le cozze e infine il polipo tagliato a pezzi. Mescolare, aggiustare di sale e gustare con una bella fetta di pane scrocchiarello ;)

La mia Vignarola

13 maggio 2010

Sono nata a Roma e vivo nella zona di Roma, credo che si fosse capito… e durante la mia esperienza pensavo di aver assaggiato quasi tutto ciò che di buono si prepara da queste parti. E invece mi sono dovuta ricredere… Da un pò di tempo infatti, leggendo i vari blog (Cavoletto e affini…) giro intorno a questa ricetta che scopro essere laziale, forse ciociara e scopro che potrebbe anche annoverarsi tra i miei piatti preferiti. E’ la vignarola. L’ho preparata ieri sera mettendoci tutto (o quasi) ciò che avevo di verde in dispensa. Ho cercato un pò di ricette in giro, ma come al solito, una volta non avevo questo, una volta non avevo quell’altro… quindi mi sono lasciata semplicemente guidare dal nome di questo gustosissimo piatto: vignarola… mi fa pensare alla campagna, al verde, alla contadina che ritorna la sera dalla vigna e prepara la cena con tutto ciò che ha trovato nell’orto. Ed ecco i cipollotti, le fave, i piselli, un paio di carciofi, la lattuga e perchè no… un pò di fagiolini!
Un piatto sano e pieno di gusto, che unisce in sè le primizie della primavera, un modo ottimo per riconciliarsi con la terra e con quanto di buono sa offrirci!

La mia Vignarola

2 cipollotti freschi
1 fetta di pancetta tesa
3 carciofi
200 g di piselli sgranati
200 g di fave sgranate e sgusciate
150 g di fagiolini piattoni (corallo)
150 di fagiolini
200 g di lattuga
brodo vegetale
mentuccia
prezzemolo
olio
sale
pepe

Pulire i carciofi e dopo averli strofinati con mezzo limone, metterli a bagno in acqua e limone. Pulire il resto delle verdure e tagliare i carciofi a listarelle. In una padella fare andare con un pò d’olio i cipollotti affettati e la pancetta a tocchetti a fiamma medio/bassa . Aggiungere nell’ordine, i carciofi, i fagiolini e i piselli. Aggiungere sale e pepe e coperchiare, saltare di tanto in tanto. Se si dovesse asciugare aggiungere un pò di brodo vegetale. Dopo 20 minuti aggiungere anche le fave sgusciate. Fare andare altri 5 minuti e poco prima di spegnere aggiungere la lattuga tagliata a listarelle. Un altro paio di minuti e il gioco è fatto ;)

Preciso che la ricetta originale della vignarola prevede gli asparagi e non i fagiolini. La mia è venuta spontanea così ;)

Ho scoperto che la pianta sconosciuta, nata nel mio giardino da una semina frettolosa in cui non mi ero segnata il nome dei semi, è una bellissima pianta di borragine dalle foglie grandi e leggermente pelose, il cui profumo ricorda vagamente quello del cetriolo.
Dopo aver mitigato un lieve timore nato dalla lettura alcuni articoli in cui si parlava della tossicità di quest’erba aromatica, grazie anche all’aiuto di Terry, ho iniziato a fantasticare sui possibili utilizzi, e ne è venuta fuori quest’interessante ricetta per cui ho preso spunto da una ricetta di Donna Hay dal Libricino dei Sempliciessenziali “Pasta, riso + nodles”. La ricetta originale è con gli spinaci, ma trovo che la Borragine doni un sapore intenso e davvero molto interessante.

Pasta al forno con borragine
Per 6 persone

500 g di mezze maniche
300 g di borragine
500 g di ricotta fresca
150 ml di panna acida
4 uova
80 g di parmigiano
2 cucchiai di aneto tritato
sale
pepe

Lavare la borragine, ed eliminare le coste più dure. Sbollentarla in acqua leggermente salata, dopodichè strizzare per eliminare l’acqua in eccesso. Tagliarla grossolanamente e metterla in una ciotola insieme alla ricotta, la panna acida, le uova leggermente sbattute, il parmigiano e l’aneto tritato. Cuocere la pasta al dente, scolarla e versarla in una teglia imburrata. Versare il composto sulla pasta e infornare in forno preriscaldato a 180m °C per 25-30 minuti o finchè la superficie non risulterà dorata. Lasciare raffreddare per 5 minuti prima di servire.

La borragine può essere tossica al fegato per chi soffre di particolari patologie e se ingerita cruda in grandi quantità. Quindi tranquilli, non corriamo alcun pericolo ;)