Fave e pecorino

30 aprile 2010

Fave e pecorino sì, ma in versione un pò chìc! Domani è primo maggio, festa dei lavoratori e, almeno quì a Roma, si usa fare una scampagnata in cui si porta anche qualcosetta da mangiare tra cui proprio fave e pecorino, quello romano con la crosta nera e saporitissimo! Visto che si dice che il prossimo finalmente sarà un week end con il sole, faremo delle belle scorpacciate!!!!!!!!!!
Bene, se dopo il pic nic dovessero avanzare un pò di fave e un pò di pecorino, questa è un idea carina per prepararci un gustoso antipastino. La preparazione è semplice, più di quanto si possa immaginare, e l’effetto è assicurato ;) Peccato che la foto che sia venuta un granchè.

Cestini di pecorino con crema di fave

300 g di fave sgusciate
200 g di pecorino grattuggiato
1/2 cipolla
olio extravergine d’oliva
erba cipollina per guarnire
sale
pepe

Togliere la buccia alle fave, sbollentarle in un tegame con mezza cipolla per 10-15 minuti a seconda della grandezza. Scolarle tenendo da parte un pò di acqua di cottura e qualche fava intera per guarnire. Passare al mixer con un pò di olio e un pò di acqua di cottura. Aggiungere un pizzico di sale e un pizzico di pepe.
Per i cestini di pecorino si può seguire lo stesso procedimento utilizzato per i cestini di parmigiano. Ritagliare un disco di carta forno e posizionarlo su un padellino. Accendere la fiamma e cospargere con abbondante pecorino. Quando sarà sciolto spegnere la fiamma, dopo un minuto adagiare il disco su una ciotolina rovesciata (il pecorino deve toccare la superficie della ciotola) premendo bene le superfici. Lasciare raffreddare e il gioco è fatto. Riempire i cestini con la crema di fave e guarnire con erba cipollina e qualche fava intera sbollentata.

Con questa ricetta partecipo al contest di Aprile de La cucina Italiana.

L’idea è quella di un piatto unico, sostanzioso ma leggero, che richiami la primavera e i picnic all’aria aperta.  Sento già il fruscio del vento tra le foglie degli alberi,  il profumo dei fiori di campo e il sole caldo che mi accarezza il viso. Un morso a questa bella focaccia e poi giu a correre tra i prati ;)

Focaccia ricotta e bieta

Per la focaccia
500 g di farina “00”
una bustina di lievito di birra in polvere
2 cucchiaini di zucchero
2 cucchiai di olio extra vergine d’oliva
sale

Per il ripieno
300 g di bieta
250 g di ricotta
1 spicchio d’aglio
peperoncino
olio extra vergine d’oliva
sale
pepe

Pulire la bieta eliminando le coste e lessarla per 5 minuti in acqua bollente quindi scolarla.
Unire il lievito alla farina, aggiungere lo zucchero e mescolare bene.
Impastare con 200 ml di acqua, 2 cucchiai d’olio e un poizzico di sale. Lasciare lievitare l’impasto in una ciotola, coperto con un canovaccio in un luogo caldo per una ventina di minuti (l’impasto deve raddoppiare di volume).
Ripassare la bietà con poco olio, aglio e peperoncino. Una volta ripassata lascairla raffreddare e strizzarla per eliminare l’acqua in eccesso. Tritare la bieta e unirla alla ricotta, aggiungere sale e pepe e amalgamare bene.
Prendere l’impasto e dividerlo in due. Con la prima parte foderare uno stampo per torte ben oleato. Coprire con l’impasto di ricotta e bieta e chiudere con un disco formato con la pasta rimasta. Lasciare lievitare per altri 20 minuti. Premere sulla focaccia con le dita e cospargere di olio. Cuocere in forno preriscaldato a 190°per 25 minuti.

Cucinare con i fiori

25 aprile 2010

La pianta di salvia che ho comperato quest’anno ha fatto dei bellisssimi fiori violetti che mi hanno ispirato questa ricetta fresca e molto primaverile.
E’ la prima volta che cucino con i fiori e direi che l’esperimento è riuscito alla grande!
I fiori di salvia oltre a dare un tocco di colore al piatto lo rendono più gustoso e profumato!

Ravioli ai fiori di salvia
Dosi per circa 16 ravioli grandi

4 uova
300 g di farina
200 g di ricotta di pecora
Pecorino
Foglie di salvia fresca
Fiori di salvia fresca
1/2 scalogno
40 g di burro
sale
pepe
noce moscata

Mettere la farina in una ciotola e unire 3 uova sbattute, aggiungere una tazzina scarsa di acqua.
Amalgamare bene con le mani e impastare per una decina di minuti su una spianatoia di legno. Formare una palla e lasciare risposare per 15 minuti coperchiando con la ciotola.
Nel frattempo schiacciare la ricotta in una terrina con l’aiuto di una forchetta, aggiungere un uovo e un pò di pecorino, sale, pepe e noce moscata.
Riprendere la pasta e tagliarla in due metà. Prendere una metà e reimpastarla leggermente sulla spianatoia. Stendere l’impasto, con l’aiuto del  mattarello e un pò di farina, fino ad uno spessore di poco più di 1 mm. Con un coppapasta tondo ricavare dei cerchi di sfoglia. Versare il composto di ricotta un sac a poche (si può utilizzare anche un cucchiaino ;) e formare delle cupoolette sulla metà dei cerchi. Adagiare i rimanenti cerchi sulle cupolette e, facendo attenzione a non far rimanere aria all’interno, chiudere i ravioli pigiando i bordi con le punte delle dita. Per ottenere una forma tonda regolare ritagliare con il coppapasta. Procedere allo stesso modo con l’altra metà di impasto.
In una padella grande sciogliere il burro con un pezzetto di scalogno (che serve solo ad insaporire), le foglie di salvia tritate finemente e la metà dei fiori di salvia. Spegnere dopo un paio di minuti.
Cuocere i ravioli in acqua bollente e poi ripassarli in padella con il composto di salvia, fiori e burro. Aggiungere un pò di acqua di cottura dei ravioli.
Servire caldi con una spolverata di parmigiano o pecorino. Guarnire con i fiori freschi ;)

Muffin alle fragole

16 aprile 2010

“Quando preparo i muffins, mescolo separatamente gli ingredienti secchi e quelli liquidi poi amalgamo rapidamente il tutto senza mescolare troppo. Non preoccupatevi se ci sono dei piccoli grumi di farina nel copmposto, i muffins diventeranno comunque meravigliosamente spumoso e incredibilmente morbidi”
Leila Lindolm

L’altro giorno in libreria ho scoperto il libro di questa bellissima donna Danese che fa la cuoca e ha una grande passione per i prodotti da forno. Il libro che si intitola “Pane, dolci e biscotti” contiene ricette di cupcakes, crostate, torte, biscotti, panini dolci, muffins, pani e focacce, il tutto accompagnato da foto strepitose e da quell’atmosfera magica tipica del nordeuropa che adoro. Leggo che da piccola faceva parte di un club chiamto Muffins Mafia insieme a sua zia Elsa.
Dunque visto che in materia dovrebbe essere un’esperta, la prima ricetta che ho pensato di fare è proprio quella dei muffins!
Lei propone per ogni tipologia di dolce la ricetta base e poi alcune variazioni su tema. Io ho preso la base dei muffins e la mia variazione, visto che ne avevo una cassetta intera, è quella dei “Muffins alle fragole”.

Muffins alle fragole
(6 muffins grandi / 12 piccoli)

100 g di burro
200 ml di latte
scorza di limone grattuggiata
2 uova
150 g di zucchero
un pizzico di vanillina
240 g di farina
2 chcchiaini di lievito in polvere
1 pizzico di sale
5 fragole

Preriscaldare il forno a 180° per i muffins grandi e a 200° per quelli piccoli. Fondere il burro e aggiungere il latte e la scorza del imone grattuggiata.
A parte tagliare le fragole a pezzettini e spolverare con un pizzico di zucchero.
Sbattere le uova con lo zucchero e la vanillina fino ad ottenere un compostro chiaro e spumoso. Incorporare alle uova il burro con il latte. Unire la farina, il lievito e il sale e amalgamare delicatamente. Nello stampo da muffin inserire dei pirottini di carta e alternare strati di fragole e strati di composto fino a riempire i pirottini per 2/3. Cuocere nel forno a metà altezza per 20 minuti se grandi e per 12-15 minuti se piccoli.

PS: per il tovagliolino della foto ho preso spunto da Terry che ringrazio e che saluto!!!

Erbe aromatiche

15 aprile 2010

Finalmente ho trovato il tanto desiderato finocchietto selvatico! Ho scoperto nel mio quartiere un piccolo negozietto che vende prodotti agricoli, piccoli animali, semenze e prodotti per il giardinaggio. Ebbene questo bugigattolo ha una parte retrostante in cui c’è una piccola distesa di piantine da orto ed erbe aromatiche. La prima volta che sono andata ho pensato tra me “E’ fatta, quì lo trovo di sicuro!!!” quindi ho dato una rapida occhiata, ma non scorgendo le piccole foglioline del finocchietto, ho chiesto. Il tizio molto gentile mi ha risposto prima di sì, poi ha visto bene e mi ha detto che invece si trattava di aneto, e che se volevo il finocchietto potevo ordinarlo e nel giro di qualche giorno me lo avrebbe fatto avere. E così è stato: sabato avevo la mia bella piantina e il proprietario, che deve aver capito la mia passione, mi ha detto che qualsiasi erba aromatica io desideri, anche la più strana, me la può rimediare!!! E vaiiii!! Così lì per lì ho preso aneto, finochietto ed erba cipollina e timo che si vanno ad aggiungere a coriandolo, salvia, basilico, maggiorana, origano, menta, mentuccia e prezzemolo. In verità avevo piantato anche dei semini di non sò cosa (perchè ovviamente non me lo sono segnato) e ora stanno venendo fuori delle foglie abbastanza grandi di chissà quale erba!
Poi per finire la mia opera ho comprato dei bei vasetti di acciao che hanno dato al mo giardinetto un’atmosfera un pò provenzale…
Ora mi devo documentare un pò per trovare un’erba da chiedere al signore del negozio che da oggi battezzero il mio “spacciatore”, una piccola sfida per alimentare una passione che forse è anche un pò la sua ;)

Intanto pensavo di creare una sezione in cui catalogare le erbe aromatiche che si usano in cucina, iniziamo dal finocchietto :)

Finocchietto selvatico

Caratteri botanici
Pianta erbacea perenne, a volte biennale, rizomatosa, con fusti eretti, ramificati, alti fino a 150 cm. Le foglie sono 3-4 pennatosette, divise in lacinie quasi capillari. I fiori gialli sono riuniti in ampie ombrelle. Il frutto è un achenio molto aromatico.

Coltivazione
Viene seminato in terra piena, su terreno fertile e privo di ristagni idrici, usando semente fresca. Le piante adulte possono essere riprodotte anche per divisione dei cespi, in primavera.

Raccolta e conservazione
Asportare le foglie e utilizzarle fresche. Tagliare le ombrelle quando i frutti sono quasi maturi e farle essiccare all’ombra. Batterle poi delicatamente per raccogliere i frutti maturi.

Uso in cucina e proprietà terapeutiche
In cucina i frutti (detti semi) si abbinano con la porchetta e tutte le carni grasse.
I giovani getti e le foglie fresche sono indicate per aromatizzare insalate, piatti di pesce, salse e aceti aromatici. Il finocchietto selvatico (raccolto a fine inverno, utilizzando solo la parte tenera e le foglie filiformi) si usa in Sicilia per la preparazione della pasta con le sarde. (quì tovare un pò di ricette tp://www.cucinare.meglio.it/finocchietto_selvatico.html)
Proprietà terapeutiche: depurative, tonico-aperitive, carminative, antispasmodiche.

 

In freezer avevo un pò di costolette di agnello avanzate dalla Pasqua e ho provato questa ricetta un pò diversa dal solito “scottadito” o “panato” (che rimane però sempre il mio preferito, soprattutto quello che fa mia madre ;)

Costolette di agnello allo zenzero

600 gr di Costolette d’agnello
10 foglie di menta
zenzero fresco
1 spicchio d’aglio
1 rametto di rosmarino
8 cucchiai d’olio d’oliva
prezzemolo
sale
pepe

Tritare le foglioline di menta, il rosmarino e il prezzemolo. Mettere il trito in una tazza con olio, aglio, sale e pepe. Unire la polpa dello zenzero grattuggiata, mescolare energicamente in modo tale da ottenere un composto schiumoso. Immergere le costolette di agnello nel composto mescolando in modo da bagnare tutte le superfici e lasciare riposare il frigorifero per circa 20 minuti prima della cottura. Cuocere su una piastra o alla griglia e servire guarnendo con qualche fogliolina di menta e un pizzico di zenzero fresco.