La Spianatina di Pattada

19 gennaio 2010

La mia amica Barbara di ritorno da uno dei suoi viaggi in Sardegna mi ha portato come sempre un prodotto tipico delle sue parti. Questa volta è toccato alla Spianata di Pattada, meglio conosciuta come Spianata di Ozieri, un pane antichissimo e molto pregiato. Manteneva intatte le sue proprietà per lunghissimo tempo, per questo veniva mangiato dai contadini e dai pastori. Per la panificazione della spianata si usava, e si usa ancora oggi, esclusivamente la migliore semola di grano, acqua e sale. Il forno era mantenuto ad una temperatura costante di circa 600 gradi per fare in modo che la sfoglia, del diametro di circa 30-40 cm e spessore di pochi millimetri, si gonfiasse e formasse i due strati di cui è composta. Puo’ essere consumata come il pane fresco, da sola o farcita con salumi e formaggi, e si presta molto bene come base per gustosissime pizzette. Somiglia un pò al pane arabo, ma quest’ultimo e’ prodotto con una farina normale e prevede l’aggiunta di grassi.
Durante le mie ricerche ho scoperto che in Sardegna, come in molti paesi italiani il pane, nutrimento per eccellenza aveva un’importanza che andava ben oltre l’alimentazione quotidiana, e toccava tutti i momenti salienti della vita della comunità, fino a diventare quasi uno strumento di fede. Fare il pane in Sardegna era ed è tuttora un’operazione impregnata di profonda religiosità. Se si entra in una casa dove le donne stanno lavorando all’impasto per il pane, il saluto d’obbligo è “Deus bos vardet” (Dio vi guardi), “Nos benedicat” è la risposta.
Il pane è stato per secoli l’alimento principale di ricchi e poveri, era un simbolo di prosperità e veniva usato anche come amuleto, ad esempio appeso all’ovile per propiziare una buona annata.
C’era tutta una serie di regole da osservare rigidamente per conseguire il buon andamento della casa. Ad esempio se il pane cadeva in terra  non doveva assolutamente essere buttato, ma raccolto e, dopo aver fatto il segno della croce, andava rimesso sulla tavola e mangiato; non doveva essere posto capovolto sulla tavola; non poteva essere trafitto dal coltello se non per mangiarlo; di venerdì non poteva essere tagliato, ma solo spezzato con le mani.

Io ho usato la spianata per farci un tortino di ricotta, pistacchi e pomodori secchi ;)

Tortino di ricotta, pistacchi e pomodori secchi

2 spianate di ozieri
3 hg di ricotta di pecora
1 uovo
40 g di pistacchi spellati
1 hg di pomodori secchi
8 pomodorini (per la guarnizione)
Basilico
Sale
Pepe

Per la guarnizione tagliare i pomodorini e metterli in forno a 180° per 30 minuti. Tritare finemente i pistacchi e unirli alla ricotta con un po’ di sale, l’uovo il pepe. Tagliare finemente i pomodori secchi.
Dividere le spianate in due fogli circolari, un foglio per ogni tortino.
Prendere un foglio e bagnarlo appena in acqua. Foderare uno stampino di alluminio (di quelli da muffin) con il foglio ammorbidito. Mettere nel fondo uno strato di circa 1 cm di pomodori secchi. Riempire con l’impasto di ricotta e chiudere con la sfoglia in eccesso. Infornare a 180° per 15 minuti.

Annunci